iPhone 18 Pro affina la formula, iPhone Duo cambia le regole

La nuova generazione di iPhone segue due strade molto diverse. Come racconta Federico Viticci nella sua panoramica per MacStories, iPhone 18 Pro e Pro Max perfezionano una formula ormai consolidata, mentre iPhone Duo inaugura per Apple una categoria completamente nuova: quella degli smartphone pieghevoli.
Sui modelli Pro, il cambiamento più importante riguarda la fotocamera principale Fusion da 48 megapixel, ora dotata di apertura variabile. Sei lamelle regolano fisicamente l’obiettivo fra quattro valori, da ƒ/1.48 a ƒ/4, per raccogliere più luce nelle scene scure oppure mantenere a fuoco un maggior numero di persone. Alle regolazioni automatiche si aggiungono nuovi controlli manuali per apertura, tempo di scatto e bilanciamento del bianco, mentre iOS 27 consente di personalizzare l’interfaccia della fotocamera.
Viticci dedica particolare attenzione ad Apple Reference Image, una sorta di negativo digitale autenticato. La funzione conserva i dati originali acquisiti dal sensore e permette di confrontare una fotografia con la versione successivamente modificata. In un momento in cui distinguere gli scatti reali dalle immagini generate o manipolate dall’intelligenza artificiale diventa sempre più difficile, MacStories considera apprezzabile il tentativo di Apple di intervenire sul problema. Più avanti arriverà anche il supporto a SynthID, utilizzato per identificare molte delle immagini elaborate con strumenti di IA.
Sotto la scocca lavora il nuovo A20 Pro a 2 nanometri. Secondo Apple, il chip offre prestazioni grafiche superiori fino al 40% e una capacità di elaborazione dell’intelligenza artificiale doppia rispetto all’A19 Pro. Una camera di vapore più estesa dovrebbe inoltre garantire maggiore continuità durante le attività più impegnative, dai giochi all’esecuzione di modelli linguistici direttamente sul dispositivo.
Migliora anche l’autonomia dichiarata: fino a 36 ore di riproduzione video su iPhone 18 Pro e 45 ore sul Pro Max, almeno nelle versioni prive di SIM fisica. La ricarica via cavo raggiunge il 50% in circa 15 minuti con un alimentatore compatibile da 60 watt, mentre MagSafe e Qi2 rimangono limitati a 25 watt.
Il vero protagonista della presentazione, tuttavia, è iPhone Duo. Chiuso offre uno schermo esterno da 5,4 pollici; aprendolo compare un pannello interno da 7,6 pollici, vicino per dimensioni a un iPad mini. Entrambi sono OLED ProMotion a 120 Hz e raggiungono una luminosità esterna di 3.000 nit. Il rivestimento nanotexture dello schermo interno, precisa Apple, “riduce la visibilità della piega”, senza prometterne la completa scomparsa.
Il dispositivo pesa 254 grammi e utilizza una cerniera composta da oltre cento elementi. La certificazione IP68 è rassicurante, ma la resistenza nel tempo rimane inevitabilmente uno degli interrogativi principali. Un altro compromesso riguarda l’assenza di Face ID: l’autenticazione passa attraverso il Touch ID integrato nel pulsante laterale oppure tramite un Apple Watch associato.
Per la prima volta su un iPhone, entrambi gli schermi saranno compatibili con Apple Pencil USB-C. Il supporto arriverà con un aggiornamento successivo e rafforza l’impressione di trovarsi davanti a un dispositivo sospeso fra telefono e tablet. Duo, però, non utilizza iPadOS: monta una versione specifica di iOS 27.1, ripensata per adattarsi all’apertura e all’orientamento dello schermo.
Barre di navigazione, Dock e Dynamic Island possono spostarsi lateralmente per lasciare più spazio verticale ai contenuti. Split View porta due applicazioni affiancate sull’iPhone e permette anche di salvare coppie di app da riaprire insieme. Il sistema riconosce inoltre l’angolo della cerniera, modificando la tastiera o distribuendo comandi e contenuti fra le due metà del display.
Anche la fotocamera sfrutta la presenza di due schermi. Con Duo Preview, la persona ritratta può controllare l’inquadratura sul display esterno; Smart Take riconosce quando i soggetti sono in posa e scatta automaticamente. È inoltre possibile utilizzare le fotocamere posteriori per i selfie o coinvolgere una seconda persona in una videochiamata tramite lo schermo esterno.
La dotazione fotografica del Duo resta comunque meno completa rispetto a quella dei Pro: ci sono una fotocamera principale e una ultra-grandangolare da 48 megapixel, ma manca un teleobiettivo dedicato. Anche l’autonomia dipenderà molto dal modo in cui verranno utilizzati i due pannelli: Apple dichiara fino a 31 ore di riproduzione video sullo schermo interno e 44 su quello esterno.
iPhone 18 Pro e Pro Max partiranno negli Stati Uniti rispettivamente da 1.199 e 1.299 dollari, con disponibilità dal 18 settembre. iPhone Duo arriverà invece il 23 ottobre, con un prezzo iniziale di 1.999 dollari.
Viticci non nasconde il proprio entusiasmo e definisce il Duo “l’iPhone più trasformativo dai tempi dell’originale”. È una conclusione ambiziosa, ma comprensibile: mentre i nuovi Pro migliorano soprattutto ciò che già funziona, il pieghevole obbliga Apple a ripensare forma, interfaccia e modalità d’uso dell’iPhone. Il successo dipenderà ora dalla solidità della cerniera, dall’autonomia reale e dalla capacità del software di trasformare il doppio schermo in qualcosa di più di una semplice curiosità tecnologica.






