MacBook Pro OLED, lo schermo che si prende la scena

MacBook Pro OLED

Il touchscreen incuriosisce, ma a conquistare Michael Simon è soprattutto ciò che si vede. Su Macworld, il giornalista definisce il nuovo PROLED XDR del MacBook Pro «uno dei migliori display mai realizzati»: un giudizio entusiasta che trova sostegno nelle caratteristiche del pannello.

La tecnologia tandem OLED impiega due strati emissivi sovrapposti. Secondo la documentazione tecnica Apple, il display raggiunge un picco di 2.000 nit nei contenuti HDR e un contrasto di 10 milioni a uno. Ogni pixel produce la propria luce: i neri sono profondi e vengono eliminati gli aloni luminosi tipici della retroilluminazione.

Simon racconta che si sarebbe accontentato delle già ottime prestazioni dello schermo OLED dell’iPad Pro. Il nuovo MacBook, però, è «su tutt’altro livello». A sostenere la qualità dell’immagine interviene anche il sistema di gestione del display integrato nei chip M5 Pro e M5 Max, che compensa continuamente il comportamento dei pixel in base a contenuti, utilizzo, temperatura e condizioni ambientali.

Per chi lavora con fotografie e video conta anche la coerenza cromatica. Il supporto ad Apple CMF 2026, presente anche sullo Studio Display XDR, punta a rendere più uniforme l’aspetto dei colori fra schermi diversi. Si aggiungono 16 modalità di riferimento e strumenti per affinare la calibrazione.

Macworld sottolinea infine il rapporto fra prestazioni e sovrapprezzo: 400 dollari per portare nel computer un display che, secondo Simon, da solo costerebbe migliaia di dollari. È questo, per l’autore, il salto che alza l’asticella dei portatili professionali. Con una chiosa: «Ah, e si può anche toccare».

Fonte: Michael Simon, Macworld, 3 novembre 2026.

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