UN INCIPIT
" fotografare e disegnare - visti in parallelo -
La fotografia è per me l'impulso spontaneo di un'attenzione visiva perpetua che capta l'istante e la sua eternità.
Il disegno, per la sua grafologia, elabora quello che la nostra coscienza ha colto di quell'istante.
La fotografia è un'azione immediata, il disegno una meditazione "
tratto da L'immaginario dal vero di Henri Cartier-Bresson
non è proprio l'incipit ma sono alcune righe che mi hanno colpito in modo particolare, chiedo scusa
bell'idea una discussione sugli incipit preferiti
La fotografia è per me l'impulso spontaneo di un'attenzione visiva perpetua che capta l'istante e la sua eternità.
Il disegno, per la sua grafologia, elabora quello che la nostra coscienza ha colto di quell'istante.
La fotografia è un'azione immediata, il disegno una meditazione "
tratto da L'immaginario dal vero di Henri Cartier-Bresson
non è proprio l'incipit ma sono alcune righe che mi hanno colpito in modo particolare, chiedo scusa
bell'idea una discussione sugli incipit preferiti
"Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche
nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la
gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle
cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e
puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano
camminare come un gorilla."
(La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano)
nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la
gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle
cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e
puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano
camminare come un gorilla."
(La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano)
"Da piccolo passavo spesso il fine settimana da mia nonna.
Quando arrivavo, il venerdì sera, lei mi sollevava in uno dei suoi abbracci soffocanti.
E quando me ne andavo, la domenica pomeriggio, mi alzava di nuovo per aria.
Solo molti anni dopo ho capito che mi stava pesando."
SE NIENTE IMPORTA Jonathan Safran Foer
Quando arrivavo, il venerdì sera, lei mi sollevava in uno dei suoi abbracci soffocanti.
E quando me ne andavo, la domenica pomeriggio, mi alzava di nuovo per aria.
Solo molti anni dopo ho capito che mi stava pesando."
SE NIENTE IMPORTA Jonathan Safran Foer