Posted: Sat Mar 27, 2010 6:59 am
Lo spunto nuovo, gentile Maina, sta proprio nel fatto che ciò che Apple scrive non rientra nelle condizioni generali di vendita.
Ed anche fosse, anche se l'Acquirente "ne fosse stato a conoscenza", ridurre anche parzialmente il beneficio che si trae dall'oggetto è vessatorio.
In quanto tale va sottoscritto esplicitamente, altrimenti NON c'è contratto.
Ti faccio un esempio.
Se SKY un giorno dovesse decidere di utilizzare un satellite differente, il riposizionamento dell'antenna parabolica è a carico del Cliente.
Questo è scritto nelle loro condizioni generali di vendita che vanno controfirmate per accettazione.
All'atto di acquisto di un Mac non mi risulta che si debba porre la firma su una clausola "Il cliente si impegna ad accettare il prodotto fino ad un numero TOT di pixel danneggiati".
Sarebbe da folli.
Lo spunto nuovo è fare esclusivo riferimento all'azienda rivenditrice per l'imputazione di una non-conformità e non ad Apple, con la quale l'Acquirente non ha mai avuto rapporti diretti.
L'unica sottoscrizione impegnativa che avete fatto con Apple, e l'impegno ad utilizzare il software e l'hardware secondo i termini consentiti dalla legge (in particolar modo il copyright).
Lungi da me dal criticare le politiche commerciali di Apple, ma diversamente facendo da quanto sopra scritto... si sta davvero rinunciando al più grande diritto che il Consumatore ha nei confronti dell'esercizio commerciale: il diritto di rivalsa per per mancata conformità dell'oggetto del contratto.
Il "vabbé pazienza, me lo tengo così" è inaccettabile.
Sfido qualsiasi giudice a decretare conforme un computer con uno, due o tre pixel danneggiati che siano, specialmente in questo caso dove lo schermo è parte integrante, inscindibile ed essenziale all'oggetto.
E sfido qualsiasi esercizio commerciale a dimostrare che l'acquirente abbia accettato una clausola vessatoria che abbia per oggetto, anche solo per fatto concludente, l'accettazione dell'oggetto viziato.
Poi ci si può girare dall'altra parte e fare finta di niente... ma che peccato, dato che il Consumatore ha tutti gli strumenti per far valere le sue ragione di diritto.
Guido
Ed anche fosse, anche se l'Acquirente "ne fosse stato a conoscenza", ridurre anche parzialmente il beneficio che si trae dall'oggetto è vessatorio.
In quanto tale va sottoscritto esplicitamente, altrimenti NON c'è contratto.
Ti faccio un esempio.
Se SKY un giorno dovesse decidere di utilizzare un satellite differente, il riposizionamento dell'antenna parabolica è a carico del Cliente.
Questo è scritto nelle loro condizioni generali di vendita che vanno controfirmate per accettazione.
All'atto di acquisto di un Mac non mi risulta che si debba porre la firma su una clausola "Il cliente si impegna ad accettare il prodotto fino ad un numero TOT di pixel danneggiati".
Sarebbe da folli.
Lo spunto nuovo è fare esclusivo riferimento all'azienda rivenditrice per l'imputazione di una non-conformità e non ad Apple, con la quale l'Acquirente non ha mai avuto rapporti diretti.
L'unica sottoscrizione impegnativa che avete fatto con Apple, e l'impegno ad utilizzare il software e l'hardware secondo i termini consentiti dalla legge (in particolar modo il copyright).
Lungi da me dal criticare le politiche commerciali di Apple, ma diversamente facendo da quanto sopra scritto... si sta davvero rinunciando al più grande diritto che il Consumatore ha nei confronti dell'esercizio commerciale: il diritto di rivalsa per per mancata conformità dell'oggetto del contratto.
Il "vabbé pazienza, me lo tengo così" è inaccettabile.
Sfido qualsiasi giudice a decretare conforme un computer con uno, due o tre pixel danneggiati che siano, specialmente in questo caso dove lo schermo è parte integrante, inscindibile ed essenziale all'oggetto.
E sfido qualsiasi esercizio commerciale a dimostrare che l'acquirente abbia accettato una clausola vessatoria che abbia per oggetto, anche solo per fatto concludente, l'accettazione dell'oggetto viziato.
Poi ci si può girare dall'altra parte e fare finta di niente... ma che peccato, dato che il Consumatore ha tutti gli strumenti per far valere le sue ragione di diritto.
Guido