Ciao ragazzi.
Mi sono imbattuto nella vostra discussione, a cui vorrei dare seguito.
In particolar modo mi colpisce il link postato da "flashcream", che qui riporto:
http://support.apple.com/kb/HT1721?viewlocale=it_IT
e allego alcuni passaggi salienti:
"Può accadere che un transistor non funzioni perfettamente, il che può far sì che il sottopixel interessato rimanga acceso (brillante) o spento (scuro). Avendo milioni di sottopixel in uno schermo, è abbastanza probabile che vi sia un piccolo numero di transistor difettosi su uno schermo LCD. Quindi, un certo numero di anomalie dei sottopixel è considerato accettabile. Scartare i pannelli LCD con qualche imperfezione aumenterebbe significativamente il prezzo dei prodotti che utilizzano schermi LCD. Questo vale per tutti i produttori che utilizzano la tecnologia LCD, non solo per i prodotti Apple.
Se il monitor sembra presentare un numero elevato di anomalie dei pixel, portare il prodotto in un centro autorizzato Apple per un esame più approfondito. Il servizio può essere a pagamento."
ATTENZIONE:
1) "Quindi, un certo numero di anomalie dei sottopixel è considerato accettabile".
Accettabile da chi?
A me sta benissimo che la Apple accetti che i suoi computer abbiano difettosità ripetitive, è al Cliente che non sta bene.
Quanto scrivono in queste righe non ha alcun valore. Lo ripeto, non ha alcun valore.
Quanto scrivono sta solo a significare che all'interno di Apple accettano di usare il loro stessi prodotti con difettosità congenite appartenenti ai monitor.
Null'altro.
2) "Scartare i pannelli LCD con qualche imperfezione aumenterebbe significativamente il prezzo dei prodotti che utilizzano schermi LCD."
Ma non è un problema del Cliente. Semmai è un problema di Apple che accetta, per dovere assodato, la vendita di prodotti conformi alle aspettative del Cliente che gode del diritto, ristretto nei termini di garanzia.
E' un problema di Apple se un maggiore investimento nei pannelli LCD dei loro prodotti comporta un'esposizione maggiore a costi di produzione.
NON è, in alcun modo, un elemento trasferibile all'utilizzatore finale.
Ed anche in questo caso, ciò che scrive Apple non ha alcun valore normativo.
L'interpretazione che se ne può dare, sottolinea ed evidenzia semplicemente la politica di Apple che per loro stessa dichiarazione ammettono, in questo testo, che i loro prodotti sono ricorsivamente soggetti a questo tipo di difettosità, imputabile al contenimento dei costi e del mancato ampliamento del sistema di gestione Qualità dell'azienda produttrice.
Null'altro!
3) "Questo vale per tutti i produttori che utilizzano la tecnologia LCD, non solo per i prodotti Apple."
Ed è per questo, infatti, che i prodotti tecnologici sono soggetti a garanzia... normalmente di 24 mesi.
Infatti, usufruendo della garanzia, si innesca il processo di non conformità, il quale addebita il costo della "non-qualità" al fornitore e via-via al subfornitore di competenza.
Lo ripeto: nessuna difettosità nativa, o rientrante nei termini di garanzia, può essere addebitata al Cliente pagante.
4) "Se il monitor sembra presentare un numero elevato di anomalie dei pixel, portare il prodotto in un centro autorizzato Apple per un esame più approfondito."
Questa frase è ancora più grossolana.
Cosa vuol dire "Se il monitor sembra presentare un numero elevato di anomalie dei pixel..."?
Vuol dire tutto e niente.
O il prodotto è conforme o non è conforme.
Sfido qualsiasi giudice a non reputare quanto scritto da Apple una presa di posizione, una questione puramente soggettiva.
In Apple reputano accettabile un LCD privo di 3 pixel? Benissimo.
Mi dispiace per loro, ma VOI non avete comprato un Mac meno 3 pixel.
Certamente avreste chiesto lo sconto. Su questo non ho dubbi.
5) "Il servizio può essere a pagamento."
Ma questo è ovvio. Dipende dai termini di garanzia.
Ragazzi, quello che voglio dirvi è di non prendere per oro colato quello che scrive un'azienda sul suo sito internet, per altro in pagine poco accessibili.
L'acquirente acquista in buona fede. Convinto che all'atto dell'acquisto il bene sia conciliante con quanto pubblicizzato.
Non sta proprio in piedi quello che scrivono, perché quello che scrivono è soggettivo, un loro punto di vista.
Un esempio: se io compro un'autovettura nuova e questa è ammaccata, posso accettarla comunque in virtù del mio profondo amore per la marca, il modello ecc...
Ma è una mia scelta. Ho scelto io di non manifestare il vizio anche se certamente non è quello che mi attendevo all'atto di acquisto.
Ma in tutti i diversi casi, non sta in piedi che la casa produttrice abbia scritto "Le nostre autovetture potrebbero essere ammaccate, e per noi sono accettabili comunque".
Nessun problema. Se Apple non desidera (magari anche comprensibilmente) assoggettarsi a dispersivi e ossessivi costi di Qualità... non c'è problema.
Risponderà attraverso la Garanzia che loro stessi, a loro volta, rimettono ai loro fornitori...
Francamente, io se fossi un responsabile commerciale della Apple, farei sparire nel giro di 2 secondi quella pagina web...
E ancor di più se fossi un responsabile della Qualità.
Non sta in piedi, non ha valore se non soggettivo. E di fatti Apple è libera di scrivere quello che vuole sul suo sito.
L'importante è che quelle scritte non appaiano sulle loro Condizioni Generali di Vendita... cosa che di fatto non accade.... guarda caso.
Altra cosa: nella maggior parte dei casi, voi non avete acquistato il vostro Mac alla Apple.
Vi siete avvalsi di un Pincopallino srl, ossia di una rete di vendita.
Voi non avete nessun contratto in mano con Apple. Attenzione a questo, mi raccomando!
Se voi andate da Media World e comprate un PC della HP, voi non state stipulando alcun contratto di acquisto con la HP, lo state facendo con il gruppo Media World.
E' Pincopallino srl che ha acquistato i vari Mac dalla Apple.
Ed è Pincopallino che li rivende a suo rischio e pericolo.
Che poi quest'ultimo voglia rivalersi o meno su Apple non è di vostra competenza e NON vi deve interessare in alcun modo.
Voi i soldi, nella maggior parte dei casi, non li date ad Apple.
Ed infine un'altra postilla sul diritto di recesso...
Giustamente, se una persona interessata si reca presso un negozio e vuole acquistare un computer, se vuole tutelarsi veramente se lo deve far accendere e provare o al limite farsi mettere per iscritto le caratteristiche che considera essenziali. Se il negoziante non acconsente, può rinunciare all'acquisto.
Ma se lo acquista ugualmente poi non può fare nulla, perché la legge presume che chi fa acquisti alla presenza diretta del venditore si attivi per verificare per bene le caratteristiche del suo acquisto, anche se questo non succede quasi mai...
Piuttosto, pur non potendosi ricorrere al diritto di recesso, può darsi che sia possibile invocare la disciplina sulle qualità essenziali per l'uso cui è destinato il bene, prevista dall’art. 1497 del Codice Civile, ragione per cui se la difettosità del computer è tale da non consentire un sufficiente godimento ludico del bene, si può chiedere la risoluzione del contratto.
Può, poi, trattarsi anche di un vero e proprio vizio del bene, tutte ipotesi cui corrispondono altrettante regole che consentono di sciogliere il contratto, restituire il bene e farsi restituire il prezzo, come nel caso della garanzia per difetti di conformità, oggi anch'essa confluita nel codice del consumo.
Grazie per l'attenzione.
Guido