[ ESTESIE ] - CD, recensioni.
Re: .....Ciao
sergiomac wrote:Ciao Ismespero tu stia bene......Ti ringrazio di questa segnalazione, ho sentito un disco del musicista di cui parli ]
Questo disco secondo me è molto migliore.. Comunque non dimentichiamoci che Allevi non è un jazzista, dunque non dobbiamo aspettarci che faccia jazz. E' un compositore...
Ascolta bene e poi ci fai sapere cosa ne pensi.
Ciao Sergio!!
Volevo ringraziare Cate per questa segnalazione, perché ho ascoltato attentamente il disco e, nonostante le leggere stonature ogni tanto, mi è piaciuto molto. Alla prossima!!Cate wrote:
Inciso nel 1971 da Gil Scott-Heron, "pieces of a man" è forse il punto più alto della carriera di quest'artista. Funk e Soul perfettamente mischiati tra loro, un'anima sofferente, un cuore a nudo. Un disco straordinariamente intenso e caldo, le emozioni di un uomo racchiuse in pezzi come "I think I'll call it morning", le proteste rivoluzionarie di "revolution will not be televised" oppure pezzi più funkeggianti e trascinanti come "lady day and john coltrane", il dramma della droga e i dubbi che gli crea dentro.
quanto mi diverto a rcensire dischi![]()
Se hai trovato un cammino senza ostacoli, è probabile che non conduca a nulla.
.....Ciao
Ciao e buona serata
...Volevo dirti Isme che il disco a cui tu fai riferimento purtroppo non l'ho trovato. Concordo con te sul fatto che Allevi non sia un jazzista, ma il mio era un parere a prescindere dal genere,
che credo in fondo sia poco importante , certo ognuno di noi ha le sue preferenze ma se un bravo musicista è bravo appunto và rispettato ed ammirato a prescindere dal genere. Cmq spero di aver modo di sentire il disco che tu segnali al più presto...Volevo invece segnalare un disco del sassofonista norvegese Jan Garbarek " Rites" è un doppio a mio modo di vedere bellissimo, lui è sicuramente un jazzista ma la sua musica risente decisamente delle influenze della sua terra. Sentire un suo disco è come fare una passeggiata in un bosco di Betulle , questo mi piace molto di lui perchè la sua personalità e sensibilità ne risulta intatta anche se immersa
in un discorso decisamente Jazz. Ha collaborazioni molto importanti con Charlie Haden - Ravi Shankar -Keith Jarret- Pat Metheny e molti altri è insomma un musicista eclettico e sopratutto aperto a ogni esperienza...Ciao
che credo in fondo sia poco importante , certo ognuno di noi ha le sue preferenze ma se un bravo musicista è bravo appunto và rispettato ed ammirato a prescindere dal genere. Cmq spero di aver modo di sentire il disco che tu segnali al più presto...Volevo invece segnalare un disco del sassofonista norvegese Jan Garbarek " Rites" è un doppio a mio modo di vedere bellissimo, lui è sicuramente un jazzista ma la sua musica risente decisamente delle influenze della sua terra. Sentire un suo disco è come fare una passeggiata in un bosco di Betulle , questo mi piace molto di lui perchè la sua personalità e sensibilità ne risulta intatta anche se immersa
in un discorso decisamente Jazz. Ha collaborazioni molto importanti con Charlie Haden - Ravi Shankar -Keith Jarret- Pat Metheny e molti altri è insomma un musicista eclettico e sopratutto aperto a ogni esperienza...Ciao
L ' abilità di alcuni , è fortuna per gli incapaci....
iMac G5 1,6 GHz-1Gb SDRAM- Mac Osx 10.4.8 .. Cont. Skype sergiomac1
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.....Ciao
Ismene wrote:Lo conosco (anzi, ce l'ho!!). Molto bello!!
L ' abilità di alcuni , è fortuna per gli incapaci....
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son contenta che ti sia piaciuto Gil Scott-Heron

Nathan Fake - -Drowning In A Sea Of Love
Un disco minimale, elettronico fino al midollo. Glitch impazziti che si scagliano da una parte all'altra della stenza, echi di poesia musicale alla M83 e melodie vellutate in pieno stile Boards Of Canada. Techno (che non spaventi questa definizione eh) minimale, sognante, vellutata ed eterea. Avere 22 anni e sapere già il fatto proprio, reinventando generi e creando sogni.

Nathan Fake - -Drowning In A Sea Of Love
Un disco minimale, elettronico fino al midollo. Glitch impazziti che si scagliano da una parte all'altra della stenza, echi di poesia musicale alla M83 e melodie vellutate in pieno stile Boards Of Canada. Techno (che non spaventi questa definizione eh) minimale, sognante, vellutata ed eterea. Avere 22 anni e sapere già il fatto proprio, reinventando generi e creando sogni.
Cate ma scrivi per Rolling Stones?Cate wrote:son contenta che ti sia piaciuto Gil Scott-Heron![]()
Nathan Fake - -Drowning In A Sea Of Love
Un disco minimale, elettronico fino al midollo. Glitch impazziti che si scagliano da una parte all'altra della stenza, echi di poesia musicale alla M83 e melodie vellutate in pieno stile Boards Of Canada. Techno (che non spaventi questa definizione eh) minimale, sognante, vellutata ed eterea. Avere 22 anni e sapere già il fatto proprio, reinventando generi e creando sogni.
Scherzi a parte, la tua segnalazione mi ha incuriosito ulteriormente su G.S.Heron... è un po' che mi interessava...provvederò a recuperare un po' di materiale.
Bhè già che ci sono posto una mia rece.
Trattasi di
Bjork- medulla.
Dunque parto col dire che la maggior parte della gente che conosco che ha ascoltato l'album lo ha trovato un po' freddo..o un po' eccessivamente "celebrale"...opinioni.
Premetto che Bjork ha gia ampliamente dimostrato doti che le consentirebbero di spaziare potenzialmente in tutti i generi quindi fa bene a non inseguire per forza il disco che metterebbe d'accordo un po' tutti
e aggiungo che, nell'ambito della "forma canzone", comunque si sa che se ritmica e melodia "funzionano" i pezzi "arrivano" comunque,
Credo che Biork, dopo aver sperimentato in questo senso praticamente in tutte le direzioni: il rock, la tecno più minimale e raffinata le sfumature etniche e i 1000 remix fatti dai produttori più disparati, abbia deciso (..in maniera molto naturale, ovvio) di approfondire l'aspetto più intimamente collegato allo strumento che lei usa (..in fondo è pur sempre una musicista no?
) ovvero la voce.
o meglio, il "suono" della voce.
Una sorta di viaggio a ritroso, fino all'elemento primario, il suono della voce colto anche nella sua valenza connotativa,
Un processo sicuramente "a togliere" , piuttosto che ad "aggiungere".
Un percorso che ha un corrispettivo anche nell'elemento naturale che assocerei al disco: l'acqua (2 titoli: "Oceania" o "submarine" )
Umori a volte eterei, a volte più "fisici" ("Who is it").
Le strutture ritmiche sono ottenute spesso "loopando" frammenti vocali (Triumph of a Heart) e le melodie di supporto alla voce sono uttenute spesso modulando vocalizzi con l'elettronica, oppure intessute da un coro -"l'icelandic choir"- che già l'aveva accompagnata.
(Per certi versi, è un disco in cui ho ritrovato alcune affinità, non musicali, quanto più "attitudinali" con l'ultimo Real Gone di Waits, pur essendo i 2 artisti molto diversi)
Bhe, questo è quello che mi viene in mente...se qualcuno ha voglia di dire la sua...
Ps. A scanso di equivoci: a me il disco piace molto, soprattutto ascoltato in autoradio guidando di notte...tornando a Brescia dal Lago d'iseo

Trattasi di
Bjork- medulla.
Dunque parto col dire che la maggior parte della gente che conosco che ha ascoltato l'album lo ha trovato un po' freddo..o un po' eccessivamente "celebrale"...opinioni.
Premetto che Bjork ha gia ampliamente dimostrato doti che le consentirebbero di spaziare potenzialmente in tutti i generi quindi fa bene a non inseguire per forza il disco che metterebbe d'accordo un po' tutti
e aggiungo che, nell'ambito della "forma canzone", comunque si sa che se ritmica e melodia "funzionano" i pezzi "arrivano" comunque,
Credo che Biork, dopo aver sperimentato in questo senso praticamente in tutte le direzioni: il rock, la tecno più minimale e raffinata le sfumature etniche e i 1000 remix fatti dai produttori più disparati, abbia deciso (..in maniera molto naturale, ovvio) di approfondire l'aspetto più intimamente collegato allo strumento che lei usa (..in fondo è pur sempre una musicista no?
o meglio, il "suono" della voce.
Una sorta di viaggio a ritroso, fino all'elemento primario, il suono della voce colto anche nella sua valenza connotativa,
Un processo sicuramente "a togliere" , piuttosto che ad "aggiungere".
Un percorso che ha un corrispettivo anche nell'elemento naturale che assocerei al disco: l'acqua (2 titoli: "Oceania" o "submarine" )
Umori a volte eterei, a volte più "fisici" ("Who is it").
Le strutture ritmiche sono ottenute spesso "loopando" frammenti vocali (Triumph of a Heart) e le melodie di supporto alla voce sono uttenute spesso modulando vocalizzi con l'elettronica, oppure intessute da un coro -"l'icelandic choir"- che già l'aveva accompagnata.
(Per certi versi, è un disco in cui ho ritrovato alcune affinità, non musicali, quanto più "attitudinali" con l'ultimo Real Gone di Waits, pur essendo i 2 artisti molto diversi)
Bhe, questo è quello che mi viene in mente...se qualcuno ha voglia di dire la sua...
Ps. A scanso di equivoci: a me il disco piace molto, soprattutto ascoltato in autoradio guidando di notte...tornando a Brescia dal Lago d'iseo
Trovo il disco di Bjork molto vicino alle ultime "creature" di Mike Patton (che ha anche collaborato con il disco). Il porsi alla musica in modo così nudo e viscerale, e poi sopratutto l'uso della voce portato al limite, sperimentare fino a farla diventare musica.
Un ottimo lavoro secondo me, e poi l'artwork è bellizzimo
Un ottimo lavoro secondo me, e poi l'artwork è bellizzimo
I progettti di Patton non sono digeribili ai più...anche se a me piace un saccoCate wrote:Trovo il disco di Bjork molto vicino alle ultime "creature" di Mike Patton (che ha anche collaborato con il disco). Il porsi alla musica in modo così nudo e viscerale, e poi sopratutto l'uso della voce portato al limite, sperimentare fino a farla diventare musica.
Un ottimo lavoro secondo me, e poi l'artwork è bellizzimo
And all the corny tricks you tried
Will not forestall the rising tide of hungry freaks daddy!
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