Storia giovane di giovane passione
Bene, bene, sono contento, Gigio, chè mi hai capito, non mi hai frainteso e non hai pensato che la mia era solo una critica pedante e sterile.
Sono contento.
Purtroppo adesso è tardi, troppo tardi per rispondere al tuo interessantissimo messaggio, lo farò ad un orario più consono.
Dico solo, come introduzione, che per la tua concezione di Arte non si discosta troppo dalla mia, per quanto il mio messaggio precedente abbia potuto far intendere altro.
Ma ne riparliamo appena sorgerà il sole.

Sono contento.
Purtroppo adesso è tardi, troppo tardi per rispondere al tuo interessantissimo messaggio, lo farò ad un orario più consono.
Dico solo, come introduzione, che per la tua concezione di Arte non si discosta troppo dalla mia, per quanto il mio messaggio precedente abbia potuto far intendere altro.
Ma ne riparliamo appena sorgerà il sole.
[...] lì c'è la sua statua con sopra i freghi dei fiammiferi che ho acceso per le sigarette che ho fumato e l'umanità che ho visto passare, io John Fante e Arturo Bandini, due in uno, amico degli uomini come degli animali.
gigio wrote:Allora. Sul mio scritto la penso esattamente al contrario di te, lo trovo decisamente carente, quasi inutile dal punto di vista formale, lo trovo povero, mal espresso, già sentito]
Non ho detto che la struttura formale è degna di chissà quale plauso, ma che non cattiva, tutto qui.
gigio wrote:Per quanto attiene alla tua visione della letteratura
chiaramente viaggiamo su due binari che non convergeranno mai, da quello che dici, scrivere per te è esplicare, per me invece implicare.
Penso che proprio la forza dell'arte stia nel non detto (merlau-ponty parla di chiasma inscindibile di visibile-invisibile [leggi nel nostro caso detto-non detto]]
Questo è un argomento complesso, molto anche, perciò sarò breve, anzi, aforistico. E' ingenuo tentare di velare un significato di un opera, chè per ogni significato svelato ve ne sono altri cento nascosti anche all'autore. (Se mi mettessi a scrivere un libro di aforismi farei fortuna, la Perugina sarebbe contenta...:lol
Hai detto più o meno quello che ho detto io sopra, quindi potresti convenire con me che sia meglio che un testo possa essere letto e "capito" dalla maggioranza dei lettori. Anche la Recherche, in fondo, può essere letta da chiunque come la lunga e noiosa storia di un mezzo pazzo, l'Iliade può essere letta come un avvincente storia di guerra, amori, equivoci e tradimenti e la Commedia può essere letta come un viaggio allucinato in mondi fantastici. Queste Opere sono, ovviamente, molto di più che questo, ma il fatto stesso di poter essere potenzialmente accessibili anche ad un lettore superficiale, senza che esso si snervi inutilmente per cercare anche l'ombra di una trama, le rende grandi. Potrei addirittura dirti che tu non hai voluto dare alcun significato a quello che hai scritto, che questo è solo un pregiudizio egotico degli autori, e che tutti i significati sono nell'opera stessa e generati dall'opera stessa e tu ne conosci una parte esigua, ma non è il luogo adatto per questo genere di argomenti.gigio wrote:Scusate se vado un po' sul concettuale, ma mi piace fare questo discorso con Iper che so che mi segue in pieno.
Se lo scritto (ma potremmo dire l'opera d'arte) si pone come già dato, come zona di luce, anzichè zona d'ombra gli si autoimpone una lettura dall'alto, lo si limita alla visione dell'artista (se mai è possibile - mi riferisco all'ermeneutica filosofica che afferma che nessuna opera è già data tutta nel/dal suo autore) lo si svilisce di contenuto e di possibilità. Lo si obbliga ad un mondo che non è il mondo dell'arte me è una semplice catena soggettiva dell'artista. Siamo in presenza di soggettività e non di arte e di stile.
gigio wrote:Ultimo punto.
Per i consigli che dai a MetalCore, li rispetto e li accetto, Proust stesso sul letto di morte correggeva le Bozze della Recherche alla ricerca di particolari realistici da aggiugere al suo capolavoro]
Non so se hai mai letto la "Lettera al veggente" di Rimbaud, se no te la consiglio.
Come ti ho già detto, non sento il bisogno (nè lo giustifico) di istillare artificiosamente queste caratteristiche in uno scritto, esso ci pensa da sè a crearli.gigio wrote:A me l'arte piace così, mistero, ombra, illusione, interiorità, intrensecità, labirinti, specchi, metafore....capisco perchè non possiamo avere gusti comuni!
Reciproci.gigio wrote:Con tanta stima e rispetto.
gigio
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[...] lì c'è la sua statua con sopra i freghi dei fiammiferi che ho acceso per le sigarette che ho fumato e l'umanità che ho visto passare, io John Fante e Arturo Bandini, due in uno, amico degli uomini come degli animali.
ho letto il tuo post Iper,
lascio stare l'incomprensione sul significato svelato/implicato nel testo, perchè mi pare di capire che siamo d'accordo:
l'autore non è in grado, nè potrebbe mai, gestire tutti i significati implicati nella sua opera.
Altro punto di convergenza (mi sembra) il fatto che nell'opera ci sono essenzialmente implicati svariati significati ed in questo sta la sua grandezza.
Primo punto di divergenza.
Non mi piace assolutamnte quello che dici riguardo alla Recherche, all'Iliade o alla Divina Commedia, non penso che la loro grandezza stia nel fatto di poter essere non capite. Tutto può (ma solo può?
??: ) essere frainteso, la loro grandezza piuttosto sta nel significato che portano con/in sè.
Il tema dell'arte e della conoscenza, il tema del ritorno, il tema salvifico (tanto per limitarmi ad alcuni aspetti) sono queste le cose che rendono grandi queste opere.
Ma, e qua arriviamo al secondo punto di divergenza, è stato Dante il primo a parlare di Inferno/Purgatorio/Pardiso, è stato Proust a parlare per la prima volta della memoria e delle reminiscenze? NO.
Entra in gioco allora un fatto non secondario, visto che stiamo parlando di opere d'arte e visto che non stimo parlando di temi nuovi: lo stile. Su questo concetto non mi voglio spendere particolarmente perchè non sono sufficientemente preparato, di certo possiamo dire che la grandezza di un artista è data dallo stile che emerge dalle sue opere.
Ecco allora dove discordiamo (e ritorno al mio topic preedente): lo stile di cui parli tu si sforza di svelare , non accorgendosi che in realtà il suo sforzo è inutile perchè per quanto cerchi di svelare tutti i significati, non lo potrà fare mai (come 6 d'accordo pure tu); è lo stile realistico, è lo stile di Flaubert per dirne uno (non, di certo, di Dante-Omero-Proust).Lo stile di cui parlo io non si preoccupa di svelare, si limita a prendere gli elementi che lo stimolano per riassemblarli come preferisce. Il mio stile non vuole prendere in giro il lettore come dici tu, ma lo vuole fare viaggiare, divertire, sognare a per farlo utilizza delle soluzioni/tecniche mirate a questo. Certo puoi accusarmi di essere barocco o figlio delle mille e una notta, ma ti ripeto, questa è la divergenza che intercorre fra le nostre visioni dell'arte!
Concludo anch'io consigliandoti un libro: Finzioni di Borges
Ciao Iper

lascio stare l'incomprensione sul significato svelato/implicato nel testo, perchè mi pare di capire che siamo d'accordo:
l'autore non è in grado, nè potrebbe mai, gestire tutti i significati implicati nella sua opera.
Altro punto di convergenza (mi sembra) il fatto che nell'opera ci sono essenzialmente implicati svariati significati ed in questo sta la sua grandezza.
Primo punto di divergenza.
Non mi piace assolutamnte quello che dici riguardo alla Recherche, all'Iliade o alla Divina Commedia, non penso che la loro grandezza stia nel fatto di poter essere non capite. Tutto può (ma solo può?
Il tema dell'arte e della conoscenza, il tema del ritorno, il tema salvifico (tanto per limitarmi ad alcuni aspetti) sono queste le cose che rendono grandi queste opere.
Ma, e qua arriviamo al secondo punto di divergenza, è stato Dante il primo a parlare di Inferno/Purgatorio/Pardiso, è stato Proust a parlare per la prima volta della memoria e delle reminiscenze? NO.
Entra in gioco allora un fatto non secondario, visto che stiamo parlando di opere d'arte e visto che non stimo parlando di temi nuovi: lo stile. Su questo concetto non mi voglio spendere particolarmente perchè non sono sufficientemente preparato, di certo possiamo dire che la grandezza di un artista è data dallo stile che emerge dalle sue opere.
Ecco allora dove discordiamo (e ritorno al mio topic preedente): lo stile di cui parli tu si sforza di svelare , non accorgendosi che in realtà il suo sforzo è inutile perchè per quanto cerchi di svelare tutti i significati, non lo potrà fare mai (come 6 d'accordo pure tu); è lo stile realistico, è lo stile di Flaubert per dirne uno (non, di certo, di Dante-Omero-Proust).Lo stile di cui parlo io non si preoccupa di svelare, si limita a prendere gli elementi che lo stimolano per riassemblarli come preferisce. Il mio stile non vuole prendere in giro il lettore come dici tu, ma lo vuole fare viaggiare, divertire, sognare a per farlo utilizza delle soluzioni/tecniche mirate a questo. Certo puoi accusarmi di essere barocco o figlio delle mille e una notta, ma ti ripeto, questa è la divergenza che intercorre fra le nostre visioni dell'arte!
Concludo anch'io consigliandoti un libro: Finzioni di Borges
Ciao Iper
Non mi è mai piciuto Borges e presumo che non mi piacerà mai.
Tu hai detto:
Oltre questo, mi sono espresso male, ma il tempo era tiranno: non è solo questo, ovviamente, a rendere questi capolavori tali, ma anche questo.
Tu hai detto:
Bene, qualìè questo significato? Tu pensi di averlo capito? Tu pensi che qualcuno l'abbia mai capito? Pensi che il significato, che l'autore si è sforzato di dare a una di queste opera, sia quello vero, autentico? Esiste un significato autentico di un opera? O è solo una presunzione o un'ingenuità dell'autore quello di dare un significato?Primo punto di divergenza.
Non mi piace assolutamnte quello che dici riguardo alla Recherche, all'Iliade o alla Divina Commedia, non penso che la loro grandezza stia nel fatto di poter essere non capite. Tutto può (ma solo può? ) essere frainteso, la loro grandezza piuttosto sta nel significato che portano con/in sè.
Oltre questo, mi sono espresso male, ma il tempo era tiranno: non è solo questo, ovviamente, a rendere questi capolavori tali, ma anche questo.
Questa è solo una tua interpretazione.Ecco allora dove discordiamo (e ritorno al mio topic preedente): lo stile di cui parli tu si sforza di svelare
[...] lì c'è la sua statua con sopra i freghi dei fiammiferi che ho acceso per le sigarette che ho fumato e l'umanità che ho visto passare, io John Fante e Arturo Bandini, due in uno, amico degli uomini come degli animali.
è il mio autore preferito.... per questo, come ti ho detto dal primo topic, non possiamo trovare un approdo comune. eri tu ad avermi detto che le nostre posizioni non erano poi così distanti. a me sembra invece che lo siano profndamente...Iperione wrote:Non mi è mai piciuto Borges e presumo che non mi p
ed è giusto così!
pace!
Curioso che sovrapponi la tua concezione poetico/estetica all'ammirazione che hai per uno scrittore.gigio wrote:è il mio autore preferito.... per questo, come ti ho detto dal primo topic, non possiamo trovare un approdo comune. eri tu ad avermi detto che le nostre posizioni non erano poi così distanti. a me sembra invece che lo siano profndamente...Iperione wrote:Non mi è mai piciuto Borges e presumo che non mi p
ed è giusto così!
pace!
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Curioso perchè a me piacciono Byron e Flaubert, Baudelaire e Majakovskij...
[...] lì c'è la sua statua con sopra i freghi dei fiammiferi che ho acceso per le sigarette che ho fumato e l'umanità che ho visto passare, io John Fante e Arturo Bandini, due in uno, amico degli uomini come degli animali.
Se finisci di leggere il mio messaggio,capisci il motivo.gigio wrote:perchè?Iperione wrote: Curioso che sovrapponi la tua concezione poetico/estetica all'ammirazione che hai per uno scrittore.
[...] lì c'è la sua statua con sopra i freghi dei fiammiferi che ho acceso per le sigarette che ho fumato e l'umanità che ho visto passare, io John Fante e Arturo Bandini, due in uno, amico degli uomini come degli animali.
Analogie, o "corrispondenze" come scrisse un sifilitico poeta francese...gigio wrote:continuo a non capireIperione wrote:Se finisci di leggere il mio messaggio,capisci il motivo.gigio wrote:perchè?Iperione wrote: Curioso che sovrapponi la tua concezione poetico/estetica all'ammirazione che hai per uno scrittore.
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[...] lì c'è la sua statua con sopra i freghi dei fiammiferi che ho acceso per le sigarette che ho fumato e l'umanità che ho visto passare, io John Fante e Arturo Bandini, due in uno, amico degli uomini come degli animali.