iPod mini a 99,00€
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danielegenova
- Oracolo di Mac Peer
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- Joined: Sat Jul 02, 2005 12:16 am
Sapevo che sarebbe finita così...(nella vita bisogna sbagliare una volta solaLudovico82 wrote:appena tornato dal media di rubattino (milano)..una vergogna: sembrava l assalto al pane durante la seconda guerra mondiale. Spintoni, polizia, meno male che si è improvvisata una lista...veramente scene ridicole..e quelli di mediaworld nn hanno fatto nulla per gestire sta cosa..Vergogna. Mai piu ste scene da terzo mondo per spendere 200mila lire per un aggeggio per sentire la musica..la gente ha perso il lume..
Grazie per la testimonianza, devo giusto andare allo stesso MW per altre spese ma visto il clima da guerriglia credo che aspetterò il pomeriggioLudovico82 wrote:appena tornato dal media di rubattino (milano)..una vergogna: sembrava l assalto al pane durante la seconda guerra mondiale. Spintoni, polizia, meno male che si è improvvisata una lista...veramente scene ridicole..e quelli di mediaworld nn hanno fatto nulla per gestire sta cosa..Vergogna. Mai piu ste scene da terzo mondo per spendere 200mila lire per un aggeggio per sentire la musica..la gente ha perso il lume..
Da Padova grazie ad un serivizio autogestito di controlli, siamo riusciti ad arginare le scene di ressa...
70 I Pod sono finiti in 10 minuti ed io torno valoroso con l'acquisto di ben 2 I Pod...
Uno per me e uno per il cuore
:
Cmq sono stato dalle 7:30 alle 9:30 a fare la fila... e tutto si è svolto con ordine e rispetto. I più presi erano gli adulti alcuni proprio penosi...
Mi sono trovato a cacciare dalla coda un signore distinto sulla cinquantina che come un ragazzino cercava di introdursi... patetico
CMQ Ciao a tutti

70 I Pod sono finiti in 10 minuti ed io torno valoroso con l'acquisto di ben 2 I Pod...
Uno per me e uno per il cuore
Cmq sono stato dalle 7:30 alle 9:30 a fare la fila... e tutto si è svolto con ordine e rispetto. I più presi erano gli adulti alcuni proprio penosi...
Mi sono trovato a cacciare dalla coda un signore distinto sulla cinquantina che come un ragazzino cercava di introdursi... patetico
CMQ Ciao a tutti
io me ne sono stato a casa...leggete pure questa testimonianza
Sabato, 10 Dicembre 2005 - 10:25 di Marco Coïsson
CostumeSabato 10 dicembre 2005, centro commerciale Le Gru di Grugliasco, alle porte di Torino. Ore 8.50. Davanti ad uno degli ingressi (ma scommetterei che anche per gli altri fosse la stessa cosa) una piccola folla si raduna sotto un cielo terso dal quale un sole ancora basso tenta di sciogliere la brina depositatasi nottetempo. È una folla eterogenea: ragazzi che hanno tagliato a scuola, famiglie coi carrelli per la spesa settimanale, gente in cerca di regali. Non c'è tensione, non c'è ansia, le solite chiacchiere da shopping natalizio.
Ore 9.00: aprono le porte. Il 95% di questa folla parte di corsa, freneticamente, furiosamente. Si lancia sulle scale mobili, percorrendo i gradini a due a due. I commercianti, i commessi, i camerieri dei bar, gli addetti alla sicurezza guardano attoniti e divertiti; si chiedono che cosa stia succedendo. Al primo piano, l'ingresso di MediaWorld si riempie di folla, in pochi secondi il banco del centro servizi è preso d'assalto. Passano forse due minuti, non di più, qualche cosa come trecento o quattrocento persone si stanno ammassando, sgomitando, spingendosi, urlando. Ci sono 45 iPod mini in offerta a 99 € l'uno. Un addetto inizia a distribuire foglietti colorati, che danno il diritto di portarsi a casa uno degli agognati lettori mp3. La gente continua a spingere, il bancone del centro servizi si ribalta, sfasciandosi. Volano urla.
«Hai dato il foglietto a lui che è arrivato dopo di me!»
«Se continuate a spingere non vi do più niente!»
«Perché continui a dare i foglietti solo da quella parte?»
«Perché voi continuate a spingere!»
Due addetti alla sicurezza devono intervenire energicamente per consentire a chi è riuscito ad accaparrarsi un sudato foglietto di uscire dalla calca. Un ragazzo sui diciassette anni strilla:
«L'iPod mini è una m***a!» e intanto spinge e cerca di salire in piedi su un tavolo.
Un altro, restato come me molto in disparte, per godersi lo spettacolo, commenta con un amico:
«È vero: il disco è solo da 4 GB, e poi mica te lo regalano. Io sai che faccio? Mi prendo l'iPod nano, che è pure a colori!»
Esopo non conosceva l'iPod, se no altro che uva!
Io ero lì. Non volevo l'iPod mini (ho un iPod 2G da 10 GB che va che è una meraviglia, semmai punto all'iPod video, magari dopo Natale), mi serviva un "calzino" per proteggere il mio nuovo gingillo dal freddo e dai graffi, e una batteria nuova (alla modica cifra di 56 €) per la macchina foto digitale. Potevo comprarli ieri; ho scelto di farlo oggi, proprio all'apertura del centro commerciale, per non perdermi lo spettacolo.
Nel giro di 5 minuti e 5000 parole urlate e 50000 spintoni, una voce annuncia che gli iPod in offerta sono finiti, è inutile continuare a spingere. La gente non ci crede, per altri 5 minuti ancora. Giro per le corsie, compro il "calzino", cerco insistentemente un addetto al reparto fotografia che mi dia una batteria del modello che serve a me («Quelle non originali le ho finite…» mi spiega; e quando mai?). Una madre in lacrime strilla al cellulare con chissà chi:
«Li hanno finiti, ti dico! Quel pezzo di m***a» continua indicando un ragazzo con un iPod mini verde in mano «ne ha uno, a lui l'hanno dato e a me no!» conclude singhiozzando.
Un po' ovunque la gente commenta che acquistare in quel modo non ha senso, che «Io ho visto subito che c'era troppa gente e non mi sono nemmeno messo in coda», che il lettore mp3 di $sottomarcasconosciuta è molto meglio ma ai ragazzi piace l'iPod, le solite cose.
Sono in coda alla cassa, contento della mia esperienza; chiamatemi scemo, lo sono: mi sono alzato presto apposta per fare una commissione (che avrei potuto fare ieri) in un posto e in un orario dove sapevo che avrei trovato il delirio. Ma volevo vederlo; in prima persona. Sono in coda alla cassa (ma quanto ci mette?) e penso: l'iPod è un bell'oggetto, comodo, utile, ma non possiamo certo definirlo "indispensabile". Eppure la gente fa la coda, sgomita, strilla, piange per accaparrarsene uno. Non ho le competenze per analizzare questo fenomeno, ma mi è venuto da pensare. L'iPod non è un oggetto indispensabile, e forse proprio per questo scatena scene così forti. Il ragazzino non vuole un lettore mp3 qualunque per costruirsi il suo universo musicale, vuole l'iPod. La mamma, seguendo un illustre esempio, è attenta ai bilanci familiari sempre più risicati, sa che non può regalare a suo figlio un lettore qualunque; sa che deve comprare l'iPod; e l'offerta a 99 € è da non perdere. La mamma non è riuscita a farsi dare l'agognato foglietto; ora deve scegliere: rinunciare a qualche cosa d'altro, magari di più importante, e prendere un ben più costoso iPod nano per il figlio, o spiegargli che anche questo Natale dovrà accontentarsi del pendrive mp3 da 128 MB di una sottomarca cinese quando «tutti» gli altri hanno l'iPod?
Quando siamo poveri compriamo il biglietto della lotteria, o giochiamo al lotto, che sono le cose più assurde che possiamo fare proprio perché siamo poveri, perché portano con sé la speranza, invero molto remota, che ci possano cambiare la vita. L'iPod mini in offerta a 99 € non ci cambia la vita, ma la speranza di possederlo ci porta l'illusione di esserci concessi, con poco, il lusso del superfluo; ci porta l'illusione della normalità.
Buon Natale; anche a chi, ancora e specialmente quest'anno, non lo merita.
Sabato, 10 Dicembre 2005 - 10:25 di Marco Coïsson
CostumeSabato 10 dicembre 2005, centro commerciale Le Gru di Grugliasco, alle porte di Torino. Ore 8.50. Davanti ad uno degli ingressi (ma scommetterei che anche per gli altri fosse la stessa cosa) una piccola folla si raduna sotto un cielo terso dal quale un sole ancora basso tenta di sciogliere la brina depositatasi nottetempo. È una folla eterogenea: ragazzi che hanno tagliato a scuola, famiglie coi carrelli per la spesa settimanale, gente in cerca di regali. Non c'è tensione, non c'è ansia, le solite chiacchiere da shopping natalizio.
Ore 9.00: aprono le porte. Il 95% di questa folla parte di corsa, freneticamente, furiosamente. Si lancia sulle scale mobili, percorrendo i gradini a due a due. I commercianti, i commessi, i camerieri dei bar, gli addetti alla sicurezza guardano attoniti e divertiti; si chiedono che cosa stia succedendo. Al primo piano, l'ingresso di MediaWorld si riempie di folla, in pochi secondi il banco del centro servizi è preso d'assalto. Passano forse due minuti, non di più, qualche cosa come trecento o quattrocento persone si stanno ammassando, sgomitando, spingendosi, urlando. Ci sono 45 iPod mini in offerta a 99 € l'uno. Un addetto inizia a distribuire foglietti colorati, che danno il diritto di portarsi a casa uno degli agognati lettori mp3. La gente continua a spingere, il bancone del centro servizi si ribalta, sfasciandosi. Volano urla.
«Hai dato il foglietto a lui che è arrivato dopo di me!»
«Se continuate a spingere non vi do più niente!»
«Perché continui a dare i foglietti solo da quella parte?»
«Perché voi continuate a spingere!»
Due addetti alla sicurezza devono intervenire energicamente per consentire a chi è riuscito ad accaparrarsi un sudato foglietto di uscire dalla calca. Un ragazzo sui diciassette anni strilla:
«L'iPod mini è una m***a!» e intanto spinge e cerca di salire in piedi su un tavolo.
Un altro, restato come me molto in disparte, per godersi lo spettacolo, commenta con un amico:
«È vero: il disco è solo da 4 GB, e poi mica te lo regalano. Io sai che faccio? Mi prendo l'iPod nano, che è pure a colori!»
Esopo non conosceva l'iPod, se no altro che uva!
Io ero lì. Non volevo l'iPod mini (ho un iPod 2G da 10 GB che va che è una meraviglia, semmai punto all'iPod video, magari dopo Natale), mi serviva un "calzino" per proteggere il mio nuovo gingillo dal freddo e dai graffi, e una batteria nuova (alla modica cifra di 56 €) per la macchina foto digitale. Potevo comprarli ieri; ho scelto di farlo oggi, proprio all'apertura del centro commerciale, per non perdermi lo spettacolo.
Nel giro di 5 minuti e 5000 parole urlate e 50000 spintoni, una voce annuncia che gli iPod in offerta sono finiti, è inutile continuare a spingere. La gente non ci crede, per altri 5 minuti ancora. Giro per le corsie, compro il "calzino", cerco insistentemente un addetto al reparto fotografia che mi dia una batteria del modello che serve a me («Quelle non originali le ho finite…» mi spiega; e quando mai?). Una madre in lacrime strilla al cellulare con chissà chi:
«Li hanno finiti, ti dico! Quel pezzo di m***a» continua indicando un ragazzo con un iPod mini verde in mano «ne ha uno, a lui l'hanno dato e a me no!» conclude singhiozzando.
Un po' ovunque la gente commenta che acquistare in quel modo non ha senso, che «Io ho visto subito che c'era troppa gente e non mi sono nemmeno messo in coda», che il lettore mp3 di $sottomarcasconosciuta è molto meglio ma ai ragazzi piace l'iPod, le solite cose.
Sono in coda alla cassa, contento della mia esperienza; chiamatemi scemo, lo sono: mi sono alzato presto apposta per fare una commissione (che avrei potuto fare ieri) in un posto e in un orario dove sapevo che avrei trovato il delirio. Ma volevo vederlo; in prima persona. Sono in coda alla cassa (ma quanto ci mette?) e penso: l'iPod è un bell'oggetto, comodo, utile, ma non possiamo certo definirlo "indispensabile". Eppure la gente fa la coda, sgomita, strilla, piange per accaparrarsene uno. Non ho le competenze per analizzare questo fenomeno, ma mi è venuto da pensare. L'iPod non è un oggetto indispensabile, e forse proprio per questo scatena scene così forti. Il ragazzino non vuole un lettore mp3 qualunque per costruirsi il suo universo musicale, vuole l'iPod. La mamma, seguendo un illustre esempio, è attenta ai bilanci familiari sempre più risicati, sa che non può regalare a suo figlio un lettore qualunque; sa che deve comprare l'iPod; e l'offerta a 99 € è da non perdere. La mamma non è riuscita a farsi dare l'agognato foglietto; ora deve scegliere: rinunciare a qualche cosa d'altro, magari di più importante, e prendere un ben più costoso iPod nano per il figlio, o spiegargli che anche questo Natale dovrà accontentarsi del pendrive mp3 da 128 MB di una sottomarca cinese quando «tutti» gli altri hanno l'iPod?
Quando siamo poveri compriamo il biglietto della lotteria, o giochiamo al lotto, che sono le cose più assurde che possiamo fare proprio perché siamo poveri, perché portano con sé la speranza, invero molto remota, che ci possano cambiare la vita. L'iPod mini in offerta a 99 € non ci cambia la vita, ma la speranza di possederlo ci porta l'illusione di esserci concessi, con poco, il lusso del superfluo; ci porta l'illusione della normalità.
Buon Natale; anche a chi, ancora e specialmente quest'anno, non lo merita.
Ibook G4 1,2 GHz 1,25 GB DDR SDRAM - Airport Base Extreme - JBL Creature - Ipod Shuffle 512 MB
- fortebraccio
- Mac Peer Aficionado
- Posts: 502
- Joined: Tue Jul 05, 2005 10:26 am
Mifune wrote:io me ne sono stato a casa...leggete pure questa testimonianza
Sabato, 10 Dicembre 2005 - 10:25 di Marco Coïsson
CostumeSabato 10 dicembre 2005, centro commerciale Le Gru di Grugliasco, alle porte di Torino. Ore 8.50. Davanti ad uno degli ingressi (ma scommetterei che anche per gli altri fosse la stessa cosa) una piccola folla si raduna sotto un cielo terso dal quale un sole ancora basso tenta di sciogliere la brina depositatasi nottetempo. È una folla eterogenea: ragazzi che hanno tagliato a scuola, famiglie coi carrelli per la spesa settimanale, gente in cerca di regali. Non c'è tensione, non c'è ansia, le solite chiacchiere da shopping natalizio.
Ore 9.00: aprono le porte. Il 95% di questa folla parte di corsa, freneticamente, furiosamente. Si lancia sulle scale mobili, percorrendo i gradini a due a due. I commercianti, i commessi, i camerieri dei bar, gli addetti alla sicurezza guardano attoniti e divertiti]
Ciao Marco,
Hai perfettamente centrato il nocciolo della questione. Anch'io, come te, non ho le conoscenze per fare una disamina psicosociologica del fenomeno. Di certo, però, questo è l'ennesimo esempio che viviamo in una società che sta perdendo i punti di riferimento. I nostri genitori vivevano sicuramente in condizioni economiche peggiori rispetto alle ns, ma probabilmente erano più felici. Oggi compriamo, compriamo e ancora compriamo per colmare la ns insoddisfazione. Ma così non si va da nessuna parte.
Sono un clown e faccio collezione di attimi.
E. Boll
E. Boll
Io invece aspetto Babbo Natale.Mifune wrote:io aspetto il video da 60 a 99 euro...![]()
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Chi copia è un cialtrone. Digli di smettere! - Gianni Cresci
