Fupic
Chi copia è un cialtrone. Digli di smettere! - Gianni Cresci
Quando uno non ci arriva non ci arriva... 
"... come chi sono io? Lei ha il tratto ed i modi della persona colta, signora... Si ricorderà sicuramente di Omero e dell'Odissea... Signora, io mi chiamo... Nessuno!"
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Chi copia è un cialtrone. Digli di smettere! - Gianni Cresci
E' un po' come quella regola del cinema,
che impone agli attori di non guardare mai, e poi mai nell'obiettivo.
Qualcosa del genere, anche se con molta meno severità, succede anche nel fumetto.
Infatti, poco si dice e poco si sa sul processo creativo di tale forma narrativa disegnata.
Un lavoro come un altro per carità, niente di trascendentale,
ma che come tutti i lavori ha un suo preciso processo di creazione,
costruzione e rappresentazione.
Ci sono strisce di Fupic che nascono miracolosamente come quando si parcheggia
in un luminoso parcheggio vuoto, altre invece che richiedono infinite manovre di parcheggio
sotto l'assordante rumore di una pioggia millimetricamente verticale,
spese al supermercato all'ora di chiusura con una sola cassa aperta, lavatrici stese con lo
stendibiancheria già tutto occupato, infiniti pomeriggi al lavoro, imprevisti raffreddori,
notti dal sonno disturbato, fusilli molli perchè cotti troppo e chissà cos'altro...
Per raggiungere uno standard minimo di ironia a fumetti da proporvi,
a volte sono costretto a sforare di qualche giorno e a mangiare pasta scotta.
E' già successo in passato, e se non smetto di scrivere questa interminabile introduzione
alla vignetta n°247 di Fupic, potrebbe risuccedere a breve.
Un'altra regola sarebbe anche quella che suggerisce di scrivere post brevi nei Forum,
e oggi ho disubbidito anche a quella.
Scusate per l'inquietante blocco di testo.
Un caro saluto a tutti i lettori di Fupic.

Fupic/247 Una vignetta ogni venerdì.
Ps: Ah! “Basta che funzioni” è il titolo di un film di Woody Allen di qualche anno fa,
dove la regola del cinema sopracitata non viene ripettata, anzi, diventa un elemento narrante funzionale al racconto.
Così tanto per essere precisi...
che impone agli attori di non guardare mai, e poi mai nell'obiettivo.
Qualcosa del genere, anche se con molta meno severità, succede anche nel fumetto.
Infatti, poco si dice e poco si sa sul processo creativo di tale forma narrativa disegnata.
Un lavoro come un altro per carità, niente di trascendentale,
ma che come tutti i lavori ha un suo preciso processo di creazione,
costruzione e rappresentazione.
Ci sono strisce di Fupic che nascono miracolosamente come quando si parcheggia
in un luminoso parcheggio vuoto, altre invece che richiedono infinite manovre di parcheggio
sotto l'assordante rumore di una pioggia millimetricamente verticale,
spese al supermercato all'ora di chiusura con una sola cassa aperta, lavatrici stese con lo
stendibiancheria già tutto occupato, infiniti pomeriggi al lavoro, imprevisti raffreddori,
notti dal sonno disturbato, fusilli molli perchè cotti troppo e chissà cos'altro...
Per raggiungere uno standard minimo di ironia a fumetti da proporvi,
a volte sono costretto a sforare di qualche giorno e a mangiare pasta scotta.
E' già successo in passato, e se non smetto di scrivere questa interminabile introduzione
alla vignetta n°247 di Fupic, potrebbe risuccedere a breve.
Un'altra regola sarebbe anche quella che suggerisce di scrivere post brevi nei Forum,
e oggi ho disubbidito anche a quella.
Scusate per l'inquietante blocco di testo.
Un caro saluto a tutti i lettori di Fupic.

Fupic/247 Una vignetta ogni venerdì.
Ps: Ah! “Basta che funzioni” è il titolo di un film di Woody Allen di qualche anno fa,
dove la regola del cinema sopracitata non viene ripettata, anzi, diventa un elemento narrante funzionale al racconto.
Così tanto per essere precisi...
Fupic : Le prime 52 vignette.


