Estesia delle forme automobilistiche
- flashcream
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- Joined: Fri Apr 22, 2005 8:41 pm
ohhhh, finalmente qualcuno che capisce di auto e design, sono le mie 3 preferenze assolute da sempre.... del resto ha anche un bel nome, un motivo ci sarà..Peterpan wrote:Jaguar E-type
E porsche 356 Cabriolet
E per finire la Mercedes "Ali di Gabbiano"
(ps: uè anche gli altri capiscono, ma in tema di percezioni e gusti... è concesso "parteggiare"
Con un topic così non fate altro che invitare a nozze un lancista sfegatato quale sono!
Autocito un paio d'interventi che ho fatto nei siti Autopareri.com e Clubendstreet.forumump.it.
Pochi conoscono l'avvenura della Lancia nella Formula1 percui cito dal sito lancia.itGli anni cinquanta vedono, per volontà di Gianni Lancia, un impegno della Marca nei vari settori dello sport automobilistico: dalle vetture di serie preparate per l'impiego nelle competizioni (Aurelia berlina e Granturismo), alle vetture specifiche realizzate per l'impiego nelle competizioni della categoria Sport e della Formula 1: in ogni caso con eccellenti risultati. Alle Sport D20, D23,D24 e D25 si affianca, alla fine del 1953, la D50 per la Formula 1: è una monoposto con soluzioni inedite per i tempi. Ha il motore 8 cilindri a V disposto non in linea ma leggermente inclinato verso sinistra, per consentire all'albero di trasmissione di passare a fianco del sedile del pilota e non sotto lo stesso, al fine di migliorare sensibilmente il baricentro della vettura nei confronti della concorrenza del momento. Il gruppo cambio-propulsore è sospeso e sistemato trasversalmente dietro l'asse posteriore.
Il carburante è distribuito in tre serbati: i due i principali esterni si trovano, uno sul lato destro e l'altro sul lato sinistro del corpo vettura, mentre il terzo è nella parte posteriore, alle spalle del pilota. Il piano di sviluppo e miglioramento competitivo della vettura prevedeva anche una versione a quattro ruote motrici permanenti che avrebbe fatto della D50 un "unicum". L'innovazione ipotizzata rimase solo a livello progettuale anche perché, nel luglio del 1955, l'intera squadra corse della Lancia, uomini, vetture, attrezzature e progetti, vennero ceduti gratuitamente alla Ferrari che, con la D50, pilotata da Fangio, vinse il Campionato del Mondo di Formula 1 l'anno successivo.
Monta una frizione a doppio disco preceduta da un rinvio conico a più rapporti, facile da sostituire. Adotta un cambio di velocità a 5 rapporti, quattro dei quali sempre in presa con innesto laterale del tipo "a dente perso" per facilitare il passaggio delle marce. Anche il rinvio finale con ingranaggi cilindrici è a più rapporti.
Immagine tratta da ddavid.com
Spero che questa piccola digressione nel passato dell'auto italiana vi abbia fatto piacere.Riprendo la carrellata delle Lancia storiche con quella che fu la berlina italiana per eccellenza durante gli anni sessanta: la Flaminia.Da fiatautopress.comSe nella prima metà degli anni Cinquanta l'Aurelia aveva saputo imporre vigorosamente classe, prestigio ed eccellenza meccanica, la linea della carrozzeria, tuttavia, accusava segni precoci di invecchiamento: il cofano più alto dei fari e, soprattutto, i parafanghi posteriori sporgenti facevano apparire l'auto più vecchia di quanto fosse in realtà. E, questo, nonostante la sua indiscutibile classe ed eleganza.
Nel 1955, intanto, alla direzione tecnica della Lancia era stato chiamato il professor Antonio Fessia, geniale progettista di fama mondiale. Il suo primo obiettivo fu quello d'impostare la realizzazione di una nuova ammiraglia Lancia che, nella tradizione della marca, fosse in grado di rappresentare la punta di diamante della berlina all'italiana.
Mentre Fessia e i suoi collaboratori si occupavano attivamente della progettazione e della realizzazione della parte meccanica, a Pinin Farina fu invece affidato il compito di disegnare una carrozzeria che rispettasse il più possibile i canoni stilistici da lui stesso impostati con il prototipo Florida: una splendida berlina a due porte, realizzata dal carrozziere torinese nel 1955 sull'autotelaio dell'Aurelia, che aveva riscosso un successo addirittura entusiastico ai Saloni di quell'anno. Ne deriverà una vettura imponente (il passo era di ben 2,87 metri per una lunghezza complessiva di 4,88 e una larghezza di 1,75: misure considerevoli per l'epoca) eppure filante e piena di slancio, grazie anche all'altezza piuttosto contenuta (1,48 metri).
Colpirà, in particolare, il disegno del raccordo del padiglione alla coda mediante due elementi a pinna, appena accennati, che nascevano dalle stesse fiancate: una linea che farà a lungo scuola in tutta Europa.
Per la meccanica, Fessia decide di "confermare" l'impostazione generale dell'Aurelia seconda serie (quella con il ponte posteriore De Dion), ma rinunciando definitivamente - per la prima volta su una Lancia dopo 35 anni ininterrotti - alla sospensione anteriore a foderi verticali, introdotta sulla Lambda. Al suo posto viene impiegata un'architettura con bracci trapezoidali e molle elicoidali, ammortizzatori telescopici e barra stabilizzatrice. Al retrotreno, invece, il cinematismo impiegato è simile a quello dell'Aurelia, con cambio in blocco e schema De Dion, barra Panhard trasversale, balestre semiellittiche nonché barra stabilizzatrice. Nata con freni a tamburo, a partire dal 1961, la Flaminia verrà poi equipaggiata con impianto a quattro dischi.
Sebbene apparentemente derivato da quello dell'Aurelia (6 cilindri a V di 60 gradi), il motore era stato in realtà completamente riprogettato, con cilindrata portata a 2458 cm3 (e potenza a 102 CV a 4800 giri/min). Il comando delle valvole conservava l'albero a camme in testa, disposto tra le due bancate, ma con cinematismo completamente rielaborato. Monoblocco e testa erano, infine, tutti realizzati in lega leggera.
Auto raffinata e lussuosa che verrà già esposta in anteprima al Salone di Torino, nella primavera del 1956, e che verrà definitivamente lanciata nel marzo del 1957 al Salone di Ginevra, la Flaminia saprà imporsi come una delle migliori ammiraglie dell'epoca. Veloce (160 km/h e 170 nella successiva versione 2800 cm3, presentata nel 1963) e straordinariamente sicura su strada, la Flaminia era soprattutto una berlina di grande comfort, capace di accogliere comodamente nel suo lussuoso abitacolo anche un sesto passeggero. Tra le numerose raffinatezza di questa longeva ammiraglia - resterà in produzione per ben 13 anni, fino al 1970 - il comando elettroidraulico, dallo stesso posto di guida, dei due deflettori posteriori - vere e proprie terze "luci" laterali - e i doppi tergicristalli, esterni ed interni, del lunotto: quelli interni avevano la funzione di sbrinare il cristallo.
Flaminia berlina.
La meravigliosa Flaminia Supersport di Zagato.
Flaminia Touring convertibile.
Lo stiamo creando: è www.theclubforum.eu il multiforum per chi vuole parlare di politica, motori, lifestile ed altro ancora; venite a trovarci.


Grazie, molto interessante. Esteticamente, poi, trovo la flaminia supersport semplicemente stupenda. Al riguardo ecco un bel "posteriore":EC2277b wrote: Spero che questa piccola digressione nel passato dell'auto italiana vi abbia fatto piacere.

Se mi vedi triste non piangere,
perché tristezza è il piacere di ritrovarci insieme.
Se mi vedi arrabbiato non piangere,
perché la rabbia che provo è il motore del nostro amore
che provo quando non sono arrabbiato.
Se mi vedi normale non piangere,
non ce n’è veramente motivo.
(Brunello Robertetti)
perché tristezza è il piacere di ritrovarci insieme.
Se mi vedi arrabbiato non piangere,
perché la rabbia che provo è il motore del nostro amore
che provo quando non sono arrabbiato.
Se mi vedi normale non piangere,
non ce n’è veramente motivo.
(Brunello Robertetti)
un esmpio di come sia possibile coniugare due estesie:gripa wrote:
una bella auto e una bella foto.
Se mi vedi triste non piangere,
perché tristezza è il piacere di ritrovarci insieme.
Se mi vedi arrabbiato non piangere,
perché la rabbia che provo è il motore del nostro amore
che provo quando non sono arrabbiato.
Se mi vedi normale non piangere,
non ce n’è veramente motivo.
(Brunello Robertetti)
perché tristezza è il piacere di ritrovarci insieme.
Se mi vedi arrabbiato non piangere,
perché la rabbia che provo è il motore del nostro amore
che provo quando non sono arrabbiato.
Se mi vedi normale non piangere,
non ce n’è veramente motivo.
(Brunello Robertetti)
Ciao Peterpan, Theblack e Floyd.
Apprezzo i vostri complimenti e ringrazio.
OT. Ho un dubbio però...
Ho ridefinito l'inquadratura e poi ho aggiunto una buona fetta di cielo.
Poi ho convertito in scala di grigio la fotografia.
Ma l'immagine non è mia.
Cioè: Ho solo inserito nel topic un'auto che mi piace molto.
Spero di non essere stato inopportuno. /OT.
A presto, Gripa.
Apprezzo i vostri complimenti e ringrazio.
OT. Ho un dubbio però...
Ho ridefinito l'inquadratura e poi ho aggiunto una buona fetta di cielo.
Poi ho convertito in scala di grigio la fotografia.
Ma l'immagine non è mia.
Cioè: Ho solo inserito nel topic un'auto che mi piace molto.
Spero di non essere stato inopportuno. /OT.
A presto, Gripa.
Fupic : Le prime 52 vignette.





