CINEMA - Recensioni (Film recenti)
Volevo andare a vedere 007 - Casino Royale Lunedì, ma non ero sicuro. Grazie della "recensione" Fede
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Apocalypto l'ho visto, è piaciuto molto anche a me.
quoto Jarisse; tutto il polverone alzato contro Mel è completamente inutile, in TV si vedono cose estremamente peggiori...
CONSIGLIATISSIMO!
JaCk
Apocalypto l'ho visto, è piaciuto molto anche a me.
quoto Jarisse; tutto il polverone alzato contro Mel è completamente inutile, in TV si vedono cose estremamente peggiori...
CONSIGLIATISSIMO!
JaCk
""DE LIBERTATE DECERNERE""
e allora li vedremo sti film... ma qualcuno sa qualcosa sul prossimo Rocky???
OT
??:
o ti riferivi al nostro Mel
: 
OT
ma il polverone non era per il fatto che doveva essere vietato ai minori e l'Italia è stato l'unico paese a non farlo...?JaCk wrote:tutto il polverone alzato contro Mel è completamente inutile, in TV si vedono cose estremamente peggiori...
CONSIGLIATISSIMO!
o ti riferivi al nostro Mel
Si...... scappa....e allora li vedremo sti film... ma qualcuno sa qualcosa sul prossimo Rocky???
Dai ma c'è ancora gente che va a vedere Stallone?!??
Non sò se fa piu danni Swrzy come governatore o Stallone attore IMHO
And all the corny tricks you tried
Will not forestall the rising tide of hungry freaks daddy!
Will not forestall the rising tide of hungry freaks daddy!
Non ci penso nemmeno ad andare a vedere Rocky XXIV - aspetto qualche recensione per cambiare idea.navarf wrote:Si...... scappa....e allora li vedremo sti film... ma qualcuno sa qualcosa sul prossimo Rocky???![]()
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Dai ma c'è ancora gente che va a vedere Stallone?!??
Non sò se fa piu danni Swrzy come governatore o Stallone attore IMHO![]()
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Ho visto invece Deja Vù - con Denzel Whashington
bella regia e fotografia, ma la storia non sta proprio in piedi.
Mac Mini M2 - OSX 13.3.1
MacPro Quad-Core Intel Xeon E5 3,7 GHz - RAM 32 GB • MAC OSX 12.X.X
Monitor Eizo 27 pollici (2560 x 1440) Scheda grafica AMD FirePro D300
MacPro Quad-Core Intel Xeon E5 3,7 GHz - RAM 32 GB • MAC OSX 12.X.X
Monitor Eizo 27 pollici (2560 x 1440) Scheda grafica AMD FirePro D300
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Ian Malcom
- Posts: 768
- Joined: Sun Jun 25, 2006 5:11 am
LA CITTA' DI DIO - CITY OF GOD (CIDADE DE DEUS)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Fernando Meirelles
Sceneggiatura: Braulio Mantovani
Fotografia: Cesar Charlone
Scenografia: Tulé Peak
Costumi: Bia Salgano, Ines Salgado
Musica: Ed Cortes, Antonio Pinto
Montaggio: Daniel Rezende
Prodotto da: Andrea Brata Ribeiro, Mauricio Andrade Ramos
(Brasile/Francia/USA, 2003)
Durata: 130'
PERSONAGGI E INTERPRETI
Buscapé: Alexandre Rodrigues
Ze Pequeno: Leandro Firmino da Hora
Sandro Cenoura: Matheus Nachtergaele
Mane Galinha: Seu Jorge
Dadinho: Douglas Silva
Tratto dal romanzo del brasiliano Paulo Lins, il film racconta la vita di una favela – Cidade de Deus – ai margini di Rio de Janeiro, partendo dagli anni ’60 per contrapporre al suo disfacimento l’ascesa di alcune potenti gang di quartiere. Buscapé, undicenne locale con un speciale talento per la fotografia, insegue i suoi sogni per sfuggire ad un esistenza segnata dal crimine e dalla corruzione. Tra episodi di violenza e il patimento di una povertà devastante, il timido studente descrive così il suo mondo e quello delle feroci bande giovanili, rischiando di frequente la propria incolumità.
Attraverso trent’anni di vita (dai 60’ agli 80’) e la prospettiva di due generazioni, “City of God” racconta la discesa agli inferi di un’intera classe sociale condannata ad implodere entro i confini della propria miseria, il cui esilio, culturale ed economico, ha irrimediabilmente condisceso all’inasprimento di una cornice esistenziale avvelenata dalla violenza e dalla criminalità. La morte – più che in altri gangster-movies di stampo tarantiniano a cui vien facile paragonarlo – si perde per il regista Fernando Meirelles nei dettagli del quotidiano, come parte dello spazio scenico a cui lo sguardo finisce, suo malgrado, con l’abituarsi. È l’impulso indotto da una ricerca estetica e narrativa che ostenta toni documentaristici, per giustificare il senso di una realtà volutamente non spettacolarizzata, ma piuttosto rifinita da Meirelles con una peculiare interdipendenza tra i cromatismi della scena e la graduale metamorfosi dell’ambiente (ricordando, in questo, un certo uso sintattico del technicolor).
I tre decenni divengono così altrettante tappe stilistiche, mediate dalla voce fuoricampo del giovane protagonista ed influenzate dal soggettivismo di un resoconto empirico solo nella descrizione del presente, ma pervaso di risonanze leggendarie quando si trova a riferire un passato di cui non ha esperienza. Il degrado dello scenario suburbano, semmai, viene espresso nella sua integrità dalle scelte di pre-produzione: ricorrendo, cioè, a circa 200 attori non professionisti scelti tra le favelas – molti chiamati ad interpretare la loro stessa vita – per consentire una verosimiglianza scandita dalla fisionomia, dal linguaggio e dalla gestualità di coloro che non tracciano linee di demarcazione tra l’artificio cinematografico e la dolorosa incidenza della propria routine.
Montato con cura geometrica, “City of God” è il promettente esempio di un cinema cosmopolita la cui vivacità risiede nel riscatto da un neorealismo usurato, che evita di rifugiarsi in un ritratto di maniera per anteporvi, al contrario, l’alternativa di una forma dinamica e personale.
Consiglio vivamente ottimo film!
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Fernando Meirelles
Sceneggiatura: Braulio Mantovani
Fotografia: Cesar Charlone
Scenografia: Tulé Peak
Costumi: Bia Salgano, Ines Salgado
Musica: Ed Cortes, Antonio Pinto
Montaggio: Daniel Rezende
Prodotto da: Andrea Brata Ribeiro, Mauricio Andrade Ramos
(Brasile/Francia/USA, 2003)
Durata: 130'
PERSONAGGI E INTERPRETI
Buscapé: Alexandre Rodrigues
Ze Pequeno: Leandro Firmino da Hora
Sandro Cenoura: Matheus Nachtergaele
Mane Galinha: Seu Jorge
Dadinho: Douglas Silva
Tratto dal romanzo del brasiliano Paulo Lins, il film racconta la vita di una favela – Cidade de Deus – ai margini di Rio de Janeiro, partendo dagli anni ’60 per contrapporre al suo disfacimento l’ascesa di alcune potenti gang di quartiere. Buscapé, undicenne locale con un speciale talento per la fotografia, insegue i suoi sogni per sfuggire ad un esistenza segnata dal crimine e dalla corruzione. Tra episodi di violenza e il patimento di una povertà devastante, il timido studente descrive così il suo mondo e quello delle feroci bande giovanili, rischiando di frequente la propria incolumità.
Attraverso trent’anni di vita (dai 60’ agli 80’) e la prospettiva di due generazioni, “City of God” racconta la discesa agli inferi di un’intera classe sociale condannata ad implodere entro i confini della propria miseria, il cui esilio, culturale ed economico, ha irrimediabilmente condisceso all’inasprimento di una cornice esistenziale avvelenata dalla violenza e dalla criminalità. La morte – più che in altri gangster-movies di stampo tarantiniano a cui vien facile paragonarlo – si perde per il regista Fernando Meirelles nei dettagli del quotidiano, come parte dello spazio scenico a cui lo sguardo finisce, suo malgrado, con l’abituarsi. È l’impulso indotto da una ricerca estetica e narrativa che ostenta toni documentaristici, per giustificare il senso di una realtà volutamente non spettacolarizzata, ma piuttosto rifinita da Meirelles con una peculiare interdipendenza tra i cromatismi della scena e la graduale metamorfosi dell’ambiente (ricordando, in questo, un certo uso sintattico del technicolor).
I tre decenni divengono così altrettante tappe stilistiche, mediate dalla voce fuoricampo del giovane protagonista ed influenzate dal soggettivismo di un resoconto empirico solo nella descrizione del presente, ma pervaso di risonanze leggendarie quando si trova a riferire un passato di cui non ha esperienza. Il degrado dello scenario suburbano, semmai, viene espresso nella sua integrità dalle scelte di pre-produzione: ricorrendo, cioè, a circa 200 attori non professionisti scelti tra le favelas – molti chiamati ad interpretare la loro stessa vita – per consentire una verosimiglianza scandita dalla fisionomia, dal linguaggio e dalla gestualità di coloro che non tracciano linee di demarcazione tra l’artificio cinematografico e la dolorosa incidenza della propria routine.
Montato con cura geometrica, “City of God” è il promettente esempio di un cinema cosmopolita la cui vivacità risiede nel riscatto da un neorealismo usurato, che evita di rifugiarsi in un ritratto di maniera per anteporvi, al contrario, l’alternativa di una forma dinamica e personale.
Consiglio vivamente ottimo film!
"Al margine del caos si verificano conseguenze impreviste. La sopravvivenza è gravemente minaccita"
Ian Malcom
Ian Malcom
Non ci penso nemmeno ad andare a vedere Rocky XXIV - aspetto qualche recensione per cambiare idea.

Rocky Balboa
E' l'ennesima storia dello Stallone Italiano (
Film carino, ma certamente non da oscar. :P
Mi sembra più profondo degli episodi precedenti.. Anche se la fine può lasciare un po' l'amaro in bocca
Fede wrote:Non ci penso nemmeno ad andare a vedere Rocky XXIV - aspetto qualche recensione per cambiare idea.navarf wrote:Si...... scappa....e allora li vedremo sti film... ma qualcuno sa qualcosa sul prossimo Rocky???![]()
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Dai ma c'è ancora gente che va a vedere Stallone?!??
Non sò se fa piu danni Swrzy come governatore o Stallone attore IMHO![]()
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Ho visto invece Deja Vù - con Denzel Whashington??:
bella regia e fotografia, ma la storia non sta proprio in piedi.
anch'io ho visto Deja Vù, Denzel Washington è sempre bravissimo ma quoto Fede: storia assurda, improbabile, una specie di Ritorno al Futuro che qui è un ritorno al passato attraverso un 'programmino' che sa di macchina del tempo, una cosa inquietante è vedere come stanno tutti impegnati appresso a sta cosa che non regge, naaaa, lo sconsiglio.
Anche io quoto hello,ho visto ieri sera rocky,ed è diverso dai precedenti,tutto sommato è carino.
Poi io non faccio testo ho quasi tutti i film di Stallone.....lo sò sono da ricovero.
Comunque se avete un pò di tempo non è male.
Poi io non faccio testo ho quasi tutti i film di Stallone.....lo sò sono da ricovero.
Comunque se avete un pò di tempo non è male.
imac intel 1.83 ghz, 1giga di ram.
ipod nano 4giga and ipod hifi ed ora anche ipod video 30giga white
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