Allora, comincio io con il racconto del viaggio di cui vi ho già dato un'anteprima.
POLINESIA: SOGNO O REALTA?
Avevo sempre immaginato la Polinesia come un posto irragiungibile, da sogno. Una cartolina reale ma, al tempo stesso, diafana per la distanza che la separa dal nostro continente.
Finalmente nel dicembre del 2001, un pò di tempo a disposizione e un evento speciale da celebrare, mi danno l'occasione da non perdere: si parte per la Polinesia.
La distanza che ci separa da quelle splendide isole del Pacifico è di circa 22 ore di aereo. Così decisi di spezzare il viaggio con un tappa di un paio di giorni, sia all'andata che al ritorno, a Los Angeles. LA è una città che mi è sempre depresso al momento dell'arrivo (di un grigio piattume) ma da dove sono sempre ripartito non pago del divertimento e della gente che ho incontrato.
Da lì, riprendo un volo per Thaiti, la capitale della Polinesia Francese, e inizia il mio viaggio vero e proprio.
Non vi farò la cronaca del viaggio. Vi racconterò semplicemente le impressioni che ho tratto di quei luoghi, sempre sognati e ora finalmente reali ai miei occhi.
Una premessa è dovuta. Amo immensamente il mare e la natura. Amo i luoghi da vivere e non semplicemente da guardare.
Thaiti è una cittadina viva, intensa, dove è percebibile il ruolo che ha assunto il turismo per l'economia del Paese, ma dove si trovano ancora luoghi e angoli suggestivi di vita vera. Un fiorire di culture diverse fuse fra loro e divinamente amalgamate.
Immaginate che sia esistito un genio della genetica e che questi abbia deciso di condurre in gran segreto i suoi esperimenti e li abbia tramandati nel corso delle generazioni. Ogni volto è un incanto, ogni corpo fa da polidedro ai colori della natura, che si riversa nelle piante, nei tessuti, nelle pareti delle case, nel colore della terra.
Non solo i corpi, ma anche l'anima di quella gente ispira commozione al cuore. Sarà stata la relativa assenza di dominazioni opprimenti, l'isolamento, o l'indole di un popolo, ma la disponibilià e la gentilezza, la nobiltà di ognuno di coloro che ho incontrato andavano al di là del nostro comune sentire.
Ho visitato diverse isole. La più bella in assoluto: Rangiroa. La più deludente è la più conosciuta: Bora Bora.
La prima è un atollo circolare, la cui maggior parte del territorio si eleva a non più di 10 metri sul livello del mare. Il suo piccolo paese è un incanto, sembra di essere fuori dal mondo. In tutta l'isola, allora, solo 2 alberghi. Un mare come non l'ho mai più visto in vita mia e sarà impossibile dimenticare. E' il paradiso della pesca (sportiva!). Nelle sue due passe, le correnti accompagnano le più infinite varietà di pesci.
Avete mai preso un piccolo di squalo in mano? Bèh, io sì. Non dimenticherò mai la sensazione delle mie dita a contatto con la sua pelle, dura e ruvida.
Bora Bora è l'isola mondana. Bella, senza dubbio, ma devastata dal turismo. Divertente e ben frequentata, ma non più incontaminata. Non vi è più un angolo senza un albergo. Si è spento lo spirito del luogo.
Vi racconto un episodio divertente. Alloggiavo in una di quelle palafitte sull'acqua, col pavimento trasparente e i coralli messi a bella posta lì sotto per attirare i pesci (che in realtà erano più intressati al mangiare che gli davamo noi), il letto cosparso di petali di tiarè e un bagno grande come il salotto di casa mia. Tutte le mattine arrivava una coppia di polinesini in pareo su di una piroga a portarti la colazione. Una mattina mi sveglio e....la colazione non c'era. Mi alzo, dalla finestra uno splendido sole, come sempre, un cielo turchese, uccelli in volo. Contrariato, mi dirigo in veranda per tuffarmi in quello splendido mare che ti chiama dal sonno e spegnere le maledizioni che dentro di me rivolgevo ai due polinesiani per il mancato caffè mattutino. Guardo in basso e.... Oddio! Sotto la mia palafitta galleggiava, gonfio e rosa, un maiale. Sì, avete capito bene, un maiale morto; costellato da centinaia di pesci stecchiti ench'essi.
Quella notte c'era stato un temporale (voi l'avete sentito?) e un improvviso abbassamento della marea aveva provocato quella morìa. Va bene i pesci, direte voi. Ma il maiale che c'entra? Boh, so solo che ha spezzato d'incanto il sogno che stavo vivendo.
Ma almeno mi hanno rimborsato il soggiorno.
Delle altre isole che ho visitato, che dire? Vi ho descritto la più bella; tutto il resto, come ha gia detto un Poeta, è noia.
Mi preme solo citare le isole Fiji, che in un'ottica di economia di scala ho visitato nella stessa occasione. Bellissime anch'esse. Sono morfologiamente diverse, e più del mare, è la natura a farla da padrona. Ma questo, magari, ve lo racconterò una prossima volta.
Ciò che più temo è che, col passare degli anni, quei luoghi cessino di essere quello che sono stati sinora... che i nostri figli vedano un mondo diverso, non solo nei costumi ma anche nelle forme. Quello che abbiamo visto o anche solo immaginato, serbiamolo nell'animo e difendiamolo.
Spero di non avervi tediato con il mio racconto e che, magari, sia da apripista per i molti altri che vorrete far seguire.
Ciao a tutti.
PS. Posto quattro foto. Non sono un granchè, ma mi sembrava inutile mandarvi delle "cartoline" di spiagge assolate e mare turchese. Scusatemi anche per il format, ma sono poco pratico. Inoltre, suggerisco di darci una regola per eventuali documentazioni fotografiche (a beneficio della leggibilità del topic). Non vorrei far danni a macpeer
Il coloratissimo mercato coperto di Thaiti
Il mare di Rangiroa senza sole
Il piccolo squalo (poi tornato in mare)
Matrimonio in stile polinesiano
EDIT by gabod3: ho ordinato l'impaginazione delle immagini e dei loro titoli...
EDIT by Truzzo: grazie, gabod3