Allora ....
L'ho rivisto nei suoi punti più salienti ieri sera per rinfrescare una recensione che avevo già inserito altrove.
Il Cinema del reale. Dall’inchiesta all’approfondimento.... Categoria "Storia italiana".
Trama
E’ la storia del sequestro dell’On. Aldo Moro.
O per meglio dire è il sequestro visto con gli occhi di Chiara, giovane terrorista BR
La 23enne è piena di ideali sentiti o inculcati, pronta a lottare per i diritti di quel proletariato sottopagato, sfruttato, denigrato, pronta ad erigersi giudice e carnefice dopo un processo inesistente. Chiara deve vivere tutta la cruda realtà degli anni di piombo ma deve però anche convivere con la normalità del quotidiano…. Ovvio finale ….. 9 maggio 1978, all'interno del bagagliaio di una Renault rossa.
Che dire di questo film…..
Scatenare una bagarre di opinioni politiche non mi sembra il caso….
Giustizia proletaria e giustizia borghese, la classe operaia deve prendere il potere, la lotta di classe non è il motore della storia…..queste e molte altre le frasi all’interno del film che mi hanno riportato indietro nel tempo.
Avevo 15 anni quando l'On.Moro fu rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Gli anni di piombo… gli anni 70...anni in cui si sparava e si uccideva in nome di un ideale… anni in cui le istituzioni democratiche al loro interno avevano gli stessi uomini che le dovevano difendere,tramare per farle crollare e che si servivano e usavano l’ ideologia di qualche fanatico che non vedeva al di là del proprio naso.
Questo film è ispirato a 'Il prigioniero' di Anna Laura Braghetti.
La visione del regista Bellocchio del rapimento Moro è, per fortuna, politicamente distaccata e non si sbilancia mai nel corso del film in condanne, giudizi o giustificazioni.
I personaggi però sono rappresentati molto male, risultano con una personalità quasi piatta e senza forma.
Si poteva fare certamente di più per descrivere un Moro rassegnato ormai conscio di essere stato abbandonato e di essere lo strumento con cui lo Stato intende sollevare l'opinione pubblica contro le BR
I brigatisti. anche loro prigionieri degli ideali che si trovano comunque costretti a compiere un gesto in cui forse non credevano più, risultano quasi degli “idioti” al fine di voler sottolineare troppo palesemente l’ aspetto umano dei carcerieri.
Dei brigatisti visti come a una massa di stupidi che portato Moro nell'appartamento e non riescono neppure a metterlo nella sua "celletta", una brigatista che in pieno rapimento si lascia convincere a tenere un neonato da una perfetta sconosciuta. Dei brigatisti che si aspettano dal popolo italiano una rivolta popolare e rimangono delusi quando la folla applaude al discorso di Lama. il quale li denigra, la scena dei Brigatisti che si fanno il segno della croce prima di mangiare….. quante astrusità!
Ovviamente reputo una cretinata anche l’inserimento da parte del regista della scena della seduta spiritica.
Ero molto curioso di vederlo, a suo tempo l’ho visto al cinema e mi sono comperato il dvd essendo un estimatore dei film italiani, ma dopo aver apprezzato "Il caso Moro" di Giuseppe Ferrara (1986) e il più recente "Piazza delle Cinque Lune" di Renzo Martinelli "Buongiorno Notte" non riesce né ad assumere i connotati documentaristici del film di Ferrara, né tantomeno ad essere avvincente e romanzato come il film di Martinelli. Il film scorre lento e scontato senza lasciare particolari emozioni..
Ma non si salva proprio nulla di questo film ?
Certo. Molto bella la colonna sonora e gli accenni di "Shine on you crazy diamond" dei Pink Floyd soprattutto quando è stata messa come base alle foto dei 5 uomini della scorta vigliaccamente trucidati. .
Belle le immagini finali, con molti uomini politici ancora in auge!
Scusate per la recensione non propriamente asettica!
Un film comunque da sufficienza , storicamente forse non proprio corretto.
ciao