UN INCIPIT

Percezioni, percorsi, passioni, esperienze estetiche. Musica, Film, Libri, Podcast, Lezioni, Fumetti e Riviste da segnalare e commentare - Mag Peer
Frejya
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Post by Frejya »

Mamma mia...dev'essere stato un gruppo davvero interessante...io ADORO il didjeridoo :) E' davvero un gran peccato che vi siate "persi"...ma perchè non avete continuato a suonare insieme voi non-professionisti?
Frejya
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Post by Frejya »

"Per la maggior parte degli uomini il successo non è mai un male. Ricordo che, quando Hitler avanzava incontrollato e trionfante, molti uomini onorevoli gli cercarono e trovarono delle virtù. E Mussolini faceva arrivare i treni in orario e Vichy collaborò per il bene della Francia, e Stalin se non altro era forte. Forza e successo stanno al disopra della moralità, al disopra della critica. Par dunque che non conti cosa fai, ma come lo fai e come lo chiami. C'è un controllo negli uomini, nel fondo, una cosa che li fermi o li castighi? Pare che non ci sia. L'unico castigo è per chi fallisce."

L'inverno del nostro scontento.
Adoro John Steinbeck! :)
bertrandimac
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Post by bertrandimac »

Non so se gia lo conoscete, comunque io lo segnalo, poi fate voi...

Incipitario
Ismene
Quintessenza di Mac Peer
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Post by Ismene »

“Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia. Spinto qua e là alla ventura, non ho potuto finora mantenere la promessa fatta, lasciandoli, ai miei contadini, di tornare fra loro, e non so davvero se e quando potrò mai mantenerla. Ma, chiuso in una stanza, e in un mondo chiuso, mi è grato di riandare con la memoria a quell’altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente; a quella mia terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive, nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civiltà, su un suolo arido, nella presenza della morte.
- Noi non siamo cristiani, - essi dicono, - Cristo si è fermato a Eboli -. Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo: e la frase proverbiale che ho sentito tante volte ripetere, nelle loro bocche non è forse nulla più che l’espressione di uno sconsolato complesso d’inferiorità. Noi non siamo cristiani, non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma, e ancora meno che le bestie, i fruschi, i frusculicchi, che vivono la loro libera vita diabolica o angelica, perché noi dobbiamo invece subire il mondo dei cristiani, che sono di là dall’orizzonte, e sopportarne il peso e il confronto. Ma la frase ha un senso molto più profondo, che, come sempre, nei modi simbolici, è quello letterale. Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato in tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia. Cristo non è arrivato, come non erano arrivati i romani, che presidiavano le grandi strade e non entravano fra i monti e nelle foreste, né i greci, che fiorivano sul mare di Metaponto e di Sibari: nessuno degli arditi uomini di occidente ha portato quaggiù il suo senso del tempo che si muove, né la sua teocrazia statale, né la sua perenne attività che cresce su se stessa. Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore in comprensivo. Le stagioni scorrono sulla fatica contadina, oggi come tremila anni prima di Cristo: nessun messaggio umano o divino si è rivolto a questa povertà refrattaria. Parliamo un diverso linguaggio: la nostra lingua è qui incomprensibile. I grandi viaggiatori non sono andati al di là dei confini del proprio mondo; e hanno percorso i sentieri della propria anima e quelli del bene e del male, della moralità e della redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli. “

(Carlo Levi – Cristo si è fermato a Eboli)
Se hai trovato un cammino senza ostacoli, è probabile che non conduca a nulla.
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avrobay
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Post by avrobay »

Anche questo topic sta trovando il suo spazio su ESTESIE*
http://artlab.tuttologia.com/estesie/index.html

Lavori in corso...
http://artlab.tuttologia.com/estesie/incipit.html

:wink:
Chi copia è un cialtrone. Digli di smettere! - Gianni Cresci
theBlack
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Post by theBlack »

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Un DJ di radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto rivela di essere un assassino. Il caso viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati orrendamente mutilati. Da questo momento ha inizio una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata con un indizio sulla prossima vittima e sottolineati da una scritta tracciata con il sangue: "io uccido". Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è. Il romanzo d'esordio nel thriller del comico italiano.
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gabod3
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Post by gabod3 »

Che strano incipit theBlack... :roll:
"... come chi sono io? Lei ha il tratto ed i modi della persona colta, signora... Si ricorderà sicuramente di Omero e dell'Odissea... Signora, io mi chiamo... Nessuno!"

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Melquiades
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Post by Melquiades »

gabod3 wrote:Che strano incipit theBlack... :roll:
:lol: :lol: :lol:
"Lontano Lontano
- vicinissimo -
Quel posto segreto
dove i sogni
esistono"


Mirko/Melquiades
theBlack
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Post by theBlack »

gabod3 wrote:Che strano incipit theBlack... :roll:
ho dimenticato la prima parte del post perdendomi nella scrittura del resto...

:oops :



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L'uomo è uno e nessuno.
Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l'impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle al chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili.

Giorgio Faletti, Io uccido

Baldini Castoldi Dalai
Melquiades
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Post by Melquiades »

"Il profumo" di Patrick Suskind

"Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte, ecc., oggi è caduto nell'oblio. non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralità, empietà insomma, bensì perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori
"Lontano Lontano
- vicinissimo -
Quel posto segreto
dove i sogni
esistono"


Mirko/Melquiades

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