LE PIPE IN SCHIUMA
Posted: Fri Feb 09, 2007 11:54 am
...eccomi Rollei ....
Tanto tempo fa facevo parte di un club della pipa ...e curavo il "giornalino"......
Ho estrapolato un articolo mio e fatta qualche aggiunta di documentazione per Mac Peer.....
Spero di non tediare nessuno!!!

Fumare il sigaro o la pipa e’ un piacere strettamente persone ed io concordo con quanto sosteneva Gianni Brera il quale diceva : “ Sono molto noiosi coloro che impartiscono insegnamenti in materia di pipe e di tabacchi; quasi sempre sono neofiti che hanno letto solo dei trattati ’
Ritengo che ognuno di noi, che spendiamo del tempo per la stesura di queste nostre impressioni ( Rollei , Floyd, io etc ) su questo grande forum, trovi più bello e gratificante condividere e scambiare le proprie impressioni e sensazioni personali (anche se più difficili da narrare e da condividere) tra di noi che fare un mero decalogo delle caratteristiche tecniche di un prodotto o dell’altro, magari copiandolo da qualche testo specializzato o dal più moderno mondo di internet.
Per questo, e siccome per quanto riguarda la pipa non mi considero un grande esperto (e non me ne vergogno… oramai mi conoscete e sapete i miei grandi limiti soprattutto nel mondo Mac), avrei voluto parlare in maniera più “emozionale” dei miei viaggi in Turchia, del fumo nei paesi orientali; come l’Egitto, il Marocco e l’Algeria, dei Bazar che si trovano in questi paesi e del senso commerciale degli arabi, di come considerano il fumo, delle pipa di schiuma Turche, il tutto in maniera più personale e meno tecnica possibile. Ma per venire incontro alle critiche, che alle volte sono e sanno anche esser costruttive, vedrò di adeguarmi e di non tediare nessuno con velleità narrative e/o letterarie come ho già fatto in precedenza.
Quando ti avvicini alla pipa per la prima volta quante cose hai da imparare, da dire, da chiedere e da confrontare.... Dai tipi di pipa (diritte, curve, bulldog), alla miriade di tabacchi ora in commercio, dai connubi tra pipe e tabacco, alla più dolente sensazione di “lingua di vitello” che mi sono ritrovato dopo aver gustato tre poderose miscele di differenti tabacchi “inglesi’ in un giorno, dalle disquisizioni sulla differenza del fumo con il sigaro (quello della pipa più sostanzioso e forse gustoso) al rodaggio di esse.
Mi ricordo che dopo l’acquisto di tre pipe in radica ho scoperto la schiuma. Per chi come me fuma aggressivamente il sigaro (forse evidenziando un carattere abbastanza nervoso), per chi vuol assaporare il gusto puro dei tabacchi senza volerlo mescolare al sapore iniziale del legno, per chi non ha la pazienza di rodare la pipa, per chi, forse, non è cosi tecnico, o tecnico al punto giusto, per chi viaggia e non ha voglia di portarsi appresso una miriade di pipe al fine di non usare e rovinarne una in particolare, la pipa in schiuma è una cosa esaltante. A differenza della sorella in radica può essere e viene considerata da molti un oggetto asettico, poco tecnica e sicuramente da non amatori; ma secondo me, fumando questo tipo di pipa, si corre il rischio di innamorarsene talmente da lasciar perdere “per lungo tempo” la radica.
La schiuma è una pietra bianca, tenera e porosa, che viene estratta in Turchia nella zona di Eskisehir. Questa pietra viene scolpita e intagliata in varie fogge, ricavandone oggetti decorativi destinati all’esportazione. Gli oggetti più comuni sono rosari, ciondoli, orecchini, portasigarette, ma i più diffusi in assoluto sono le pipe, anche se a suo tempo nei miei viaggi non le avevo neppure prese in considerazione. Queste sono molto apprezzate dai fumatori, oltre che per le qualità appena enunciate, anche perchè tecnicamente la schiuma conferisce al tabacco un sapore fresco e dolce.
Una pipa di schiuma ben lavorata costituisce comunque un oggetto di valore, anche quando, guardando i diversi modelli, si vedono delle oscenità grottesche come quelle intagliate col fornello a forma di testa di pirata o addirittura di Sherlok Holmes.
Guardando nella tabaccheria di David ( un mio amico) una pipa con intagliata una coppia di cavalli, la mia mente mi riporta in Turchia.
Quanti ricordi ..... E’ piuttosto stressante ed estenuante contrattare ed acquistare in questi paesi; non fa parte del mio modo di acquistare. lo per i Turchi non sono un vero uomo, perché odio contrattare!
Credo di poter affermare però che i commercianti turchi siano assolutamente imbattibili. Non che si debba rimanere in trattativa tanto tempo; è che dopo un primo approccio, in cui il commerciante ti fa sedere su un apposito sgabello, dopo che lo stesso ti ha offerto il te’ in piccolissime tazzine
e dopo aver animosamente contrattato al limite della lite per svariati minuti, ti devi alzare a fare un giro “d’orientamento o d’allontanamento” in maniera piuttosto sostenuta, facendo finta di voler andar via. Poi venditore ed acquirente entrambi soddisfatti della reciproca vittoria (anche se per il cliente di solito è solo un illusione) ci si saluta calorosamente. Il Bazar e’ un luogo molto interessante, ma e necessario lo spirito giusto per visitarlo: lo si visita con tutti i sensi, olfatto, vista, tatto, udito.I profumi di spezie si mescolano ai suoni delle mercanzie che vengono toccate, smosse da turisti e commercianti, ed alle voci della gente; tutto si mescola con i colori delle merci, con i visi dei turisti, rossi per il caldo e l’eccitazione, e dei commercianti, aperti, invitanti, occhieggianti.
Ma torniamo alla nostra pipa in schiuma. La pipa in schiuma ha sempre avuto il suo posto nella storia della pipa, e ancora oggi costituisce una delle poche alternative alla radica. Originariamente sia i produttori che il consumo erano prerogativa degli europei: esse erano sinonimo di classe e aristocrazia. Questo materiale composito di origine organica, originario, nelle sue migliori varieta’, dell’Asia Minore, e’ stato utilizzato per costruire pipe sin dalla prima meta’ del diciottesimo secolo. I migliori artigiani, che dapprima furono austriaci ed in seguito francesi, erano in grado di costruire pipe monumentali dove il fornello scolpito poteva assumere le forme piu’ disparate.
A completare il tutto, preziosi bocchini in ambra, altro materiale di origine organica.
Ma al di la’ delle forme, il fascino della schiuma, conosciuta anche con il termine tedesco Meerschaum, sta nel suo cambiare di colore fumata dopo fumata. Dal candore iniziale si passa al biondo, poi ai vari gradi di marrone sino alle tonalita’ piu’ scure. Ed infatti ancora oggi alcuni fumatori preferiscono le pipe in schiuma: se da un lato l’incredibile leggerezza di questo materiale lo fa preferire a chiunque non voglia sforzare la propria dentatura, dall’altro la soddisfazione di possedere una pipa dal colore cangiante fa la sua parte. Ma i piu’ sbadati sappiano che la schiuma e’ dannatamente fragile: una volta caduta a terra, avrete perso una pipa per guadagnare un miscuglio di cocci.
Spero di non avervi annoiato....
ciao
Tanto tempo fa facevo parte di un club della pipa ...e curavo il "giornalino"......
Ho estrapolato un articolo mio e fatta qualche aggiunta di documentazione per Mac Peer.....
Spero di non tediare nessuno!!!

Fumare il sigaro o la pipa e’ un piacere strettamente persone ed io concordo con quanto sosteneva Gianni Brera il quale diceva : “ Sono molto noiosi coloro che impartiscono insegnamenti in materia di pipe e di tabacchi; quasi sempre sono neofiti che hanno letto solo dei trattati ’
Ritengo che ognuno di noi, che spendiamo del tempo per la stesura di queste nostre impressioni ( Rollei , Floyd, io etc ) su questo grande forum, trovi più bello e gratificante condividere e scambiare le proprie impressioni e sensazioni personali (anche se più difficili da narrare e da condividere) tra di noi che fare un mero decalogo delle caratteristiche tecniche di un prodotto o dell’altro, magari copiandolo da qualche testo specializzato o dal più moderno mondo di internet.
Per questo, e siccome per quanto riguarda la pipa non mi considero un grande esperto (e non me ne vergogno… oramai mi conoscete e sapete i miei grandi limiti soprattutto nel mondo Mac), avrei voluto parlare in maniera più “emozionale” dei miei viaggi in Turchia, del fumo nei paesi orientali; come l’Egitto, il Marocco e l’Algeria, dei Bazar che si trovano in questi paesi e del senso commerciale degli arabi, di come considerano il fumo, delle pipa di schiuma Turche, il tutto in maniera più personale e meno tecnica possibile. Ma per venire incontro alle critiche, che alle volte sono e sanno anche esser costruttive, vedrò di adeguarmi e di non tediare nessuno con velleità narrative e/o letterarie come ho già fatto in precedenza.
Quando ti avvicini alla pipa per la prima volta quante cose hai da imparare, da dire, da chiedere e da confrontare.... Dai tipi di pipa (diritte, curve, bulldog), alla miriade di tabacchi ora in commercio, dai connubi tra pipe e tabacco, alla più dolente sensazione di “lingua di vitello” che mi sono ritrovato dopo aver gustato tre poderose miscele di differenti tabacchi “inglesi’ in un giorno, dalle disquisizioni sulla differenza del fumo con il sigaro (quello della pipa più sostanzioso e forse gustoso) al rodaggio di esse.
Mi ricordo che dopo l’acquisto di tre pipe in radica ho scoperto la schiuma. Per chi come me fuma aggressivamente il sigaro (forse evidenziando un carattere abbastanza nervoso), per chi vuol assaporare il gusto puro dei tabacchi senza volerlo mescolare al sapore iniziale del legno, per chi non ha la pazienza di rodare la pipa, per chi, forse, non è cosi tecnico, o tecnico al punto giusto, per chi viaggia e non ha voglia di portarsi appresso una miriade di pipe al fine di non usare e rovinarne una in particolare, la pipa in schiuma è una cosa esaltante. A differenza della sorella in radica può essere e viene considerata da molti un oggetto asettico, poco tecnica e sicuramente da non amatori; ma secondo me, fumando questo tipo di pipa, si corre il rischio di innamorarsene talmente da lasciar perdere “per lungo tempo” la radica.
La schiuma è una pietra bianca, tenera e porosa, che viene estratta in Turchia nella zona di Eskisehir. Questa pietra viene scolpita e intagliata in varie fogge, ricavandone oggetti decorativi destinati all’esportazione. Gli oggetti più comuni sono rosari, ciondoli, orecchini, portasigarette, ma i più diffusi in assoluto sono le pipe, anche se a suo tempo nei miei viaggi non le avevo neppure prese in considerazione. Queste sono molto apprezzate dai fumatori, oltre che per le qualità appena enunciate, anche perchè tecnicamente la schiuma conferisce al tabacco un sapore fresco e dolce.
Una pipa di schiuma ben lavorata costituisce comunque un oggetto di valore, anche quando, guardando i diversi modelli, si vedono delle oscenità grottesche come quelle intagliate col fornello a forma di testa di pirata o addirittura di Sherlok Holmes.
Guardando nella tabaccheria di David ( un mio amico) una pipa con intagliata una coppia di cavalli, la mia mente mi riporta in Turchia.
Quanti ricordi ..... E’ piuttosto stressante ed estenuante contrattare ed acquistare in questi paesi; non fa parte del mio modo di acquistare. lo per i Turchi non sono un vero uomo, perché odio contrattare!
Credo di poter affermare però che i commercianti turchi siano assolutamente imbattibili. Non che si debba rimanere in trattativa tanto tempo; è che dopo un primo approccio, in cui il commerciante ti fa sedere su un apposito sgabello, dopo che lo stesso ti ha offerto il te’ in piccolissime tazzine
e dopo aver animosamente contrattato al limite della lite per svariati minuti, ti devi alzare a fare un giro “d’orientamento o d’allontanamento” in maniera piuttosto sostenuta, facendo finta di voler andar via. Poi venditore ed acquirente entrambi soddisfatti della reciproca vittoria (anche se per il cliente di solito è solo un illusione) ci si saluta calorosamente. Il Bazar e’ un luogo molto interessante, ma e necessario lo spirito giusto per visitarlo: lo si visita con tutti i sensi, olfatto, vista, tatto, udito.I profumi di spezie si mescolano ai suoni delle mercanzie che vengono toccate, smosse da turisti e commercianti, ed alle voci della gente; tutto si mescola con i colori delle merci, con i visi dei turisti, rossi per il caldo e l’eccitazione, e dei commercianti, aperti, invitanti, occhieggianti.
Ma torniamo alla nostra pipa in schiuma. La pipa in schiuma ha sempre avuto il suo posto nella storia della pipa, e ancora oggi costituisce una delle poche alternative alla radica. Originariamente sia i produttori che il consumo erano prerogativa degli europei: esse erano sinonimo di classe e aristocrazia. Questo materiale composito di origine organica, originario, nelle sue migliori varieta’, dell’Asia Minore, e’ stato utilizzato per costruire pipe sin dalla prima meta’ del diciottesimo secolo. I migliori artigiani, che dapprima furono austriaci ed in seguito francesi, erano in grado di costruire pipe monumentali dove il fornello scolpito poteva assumere le forme piu’ disparate.
A completare il tutto, preziosi bocchini in ambra, altro materiale di origine organica.Ma al di la’ delle forme, il fascino della schiuma, conosciuta anche con il termine tedesco Meerschaum, sta nel suo cambiare di colore fumata dopo fumata. Dal candore iniziale si passa al biondo, poi ai vari gradi di marrone sino alle tonalita’ piu’ scure. Ed infatti ancora oggi alcuni fumatori preferiscono le pipe in schiuma: se da un lato l’incredibile leggerezza di questo materiale lo fa preferire a chiunque non voglia sforzare la propria dentatura, dall’altro la soddisfazione di possedere una pipa dal colore cangiante fa la sua parte. Ma i piu’ sbadati sappiano che la schiuma e’ dannatamente fragile: una volta caduta a terra, avrete perso una pipa per guadagnare un miscuglio di cocci.
Spero di non avervi annoiato....
ciao