Heinrich Boll io lo adoro. E' stato anche l'oggetto della mia tesi di diploma all'accademia di belle arti.
Uno dei suoi libri più famosi è senza dubbio "opinioni di un clown".
Per la trama se vi interessa vi rimando ad un
link dove è ben riassunta. ma in realtà credo che dirvi la trama sarebbe poco carino e ancor meno interessante. i libri vanno sempre "scoperti" secodo me.
Preferisco inserire a seguito un pezzettino della mia tesi, dove ho cercato di rendere con poche immagini la scrittura di questo grande autore.
Vi consiglierei se vi va anche "racconti umoristici e satirici". Boll è un maestro del racconto breve.
"In tutta la sua opera, l'occhio di Böll da prova di una forza icastica incredibile e si rivela molto sensibile a colori e forme ma certo non nel senso di un colorito pittoricismo. Innanzitutto lo scrittore sceglie come materia da contemplare non le belle forme di sete, broccati lame luccicanti ecc…, ma le facce stanche e rugose , sporche e sudate, le case in rovina che restano in piedi per un misterioso coraggio, le pentole sfondate, gli abiti consumati e rattoppati, i manifesti sbiaditi e strappati sui muri che fanno riecheggiare le immagini di un passato decisamente prossimo che sembra tuttavia lontanissimo. E ancora visi segnati profondamente dalla guerra, dentro e fuori, piccoli oggetti quotidiani che al pari delle persone portano con se una storia personale e una "propria visione del conflitto", mani che stringono con disperazione un oggetto necessario o che scavano per trovare la tenerezza necessaria per accarezzare la testa di un bambino, bocche unte che ingurgitano cibo, i piedi che cercano un appoggio per riposarsi, le stanze d'affitto o per appuntamenti con le tappezzerie che si scollano e i mobili gonfi di umidità, e così via… In tutto questo Böll raramente prova "piacere" in senso estetico-edonistico. Tutto ciò lo ferisce, lo offende, suscita in lui una pietà non di matrice cristiana ( Böll era molto cattolico), ma piuttosto una pietà più umana, universale, una compassione partecipe e coinvolta. A volte con il suo occhio, Böll capta una serie di particolari che sembrano inutili, anche se fortemente caratterizzanti, che tuttavia si rivelano necessari e indispensabili per individuare la psicologia del personaggio o per il costume storico di un certo momento. Egli, attraverso il veicolo eminentemente sintetico delle immagini, ci offre quello che altrimenti avrebbe dovuto darci( ma non con pari efficacia) attraverso una lunga analisi psicologica e ambientale. La sua scrittura è scarna ed essenziale, direi assolutamente visiva, e il lettore facilmente la traspone in immagini. Non a caso per sua stessa ammissione si dichiarò più volte influenzato più dalle arti figurative, dalla musica e dal cinema che dalla letteratura. Sempre non a caso, egli era tutt'altro fuorché lo stereotipo dell'intellettuale."