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Posted: Sat Apr 08, 2006 5:01 am
by pippi
Con l'eccezione delle grotte Marabar - che sono a venti miglia di distanza - la città di Chandrapore non offre nulla di straordinario. Più rasentata che bagnata dal Gange, si trascina per circa due miglia lungo la riva e a stento la si riconosce dai detriti che il fiume deposita con tanta abbondanza. Sul lungofiume non ci sono gradini per i bagni, perché caso vuole che qui il Gange non sia sacro; in realtà non c'è lungofiume, e i bazar precludono l'ampia e mutevole vista della corrente. Le strade sono sordide, i templi abbandonati, e sebbene ci siano alcune case eleganti, sono nascoste in giardini o in fondo a viali così sporchi da scoraggiare chiunque non vi sia stato espressamente invitato.
Passaggio in India - Edward Morgan Forster
Posted: Tue Apr 18, 2006 10:06 pm
by pippi
Non proprio l'incipit ... appena poche righe oltre.
Dedicato a iMatt, per il quale mi sono ritrovata in piena notte a spulciare la libreria in cerca di Thoreau :-)
Henry David Thoreau, Walking:
In one half-hour I can walk off to some portion of the earth's surface where a man does not stand from one year's end to another, and there, consequently, politics are not, for they are but as the cigar-smoke of a man.
Posted: Tue Apr 18, 2006 10:45 pm
by overlook
C'era una volta...
iniziano così tutte(quasi) le favole del mondo :P
Posted: Tue Apr 18, 2006 11:23 pm
by pippi
overlook wrote:C'era una volta...
iniziano così tutte(quasi) le favole del mondo :P
Overlook, da te mi sarei aspettata questo:
Jack Torrance pensò: - Piccolo stronzo intrigante. -
Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci.
S.King, Shining

Posted: Tue Apr 18, 2006 11:30 pm
by overlook
pippi wrote:overlook wrote:C'era una volta...
iniziano così tutte(quasi) le favole del mondo :P
Overlook, da te mi sarei aspettata questo:
Jack Torrance pensò: - Piccolo stronzo intrigante. -
Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci.
S.King, Shining
quella fase è passata,ma se mi dovesse ricapitare di morire congelato dentro un labirinto...

Posted: Tue Apr 18, 2006 11:32 pm
by pippi
overlook wrote:quella fase è passata,ma se mi dovesse ricapitare di morire congelato dentro un labirinto...

Posted: Wed Apr 19, 2006 1:39 am
by imattg5
Grazie Pippi
Per dimostrarti che neppure io sono rimasto inattivo, ecco un'incipit a tema:
"Da dove si comincia? I muscoli si tendono. Una gamba è il pilastro che sostiene il corpo eretto tra cielo e terra. L'altra, un pendolo che oscilla da dietro. Il tallone tocca terra. Tutto il peso del corpo rolla in avanti sull'avampiede. L'alluce prende il largo, ed ecco, il peso del corpo, in delicato equilibrio, si sposta di nuovo. Le gambe si danno il cambio. Si parte con un passo, poi un altro e un altro ancora che, sommandosi come lievi colpi su un tamburo, formano un ritmo: il ritmo del camminare. La cosa più ovvia e più oscura del mondo è questo camminare, che si smarrisce così facilmente nella religione, la filosofia, il paesaggio, la politica urbana, l'anatomia, l'allegoria e il crepacuore."
Rebecca Solnit - Storia del camminare.
Oggi faccio un salto in libreria.

Posted: Wed Apr 19, 2006 1:42 am
by pippi
imattg5 wrote:Oggi faccio un salto in libreria.
mi sembra la direzione giusta

Posted: Wed Apr 19, 2006 1:42 am
by Flow
Il benedettino passò un mazzetto di penne variopinte sul taglio del libro, dal faccione tondo soffiò come il dio dei venti delle carte nautiche a disperdere la nera polvere, lo aprì con un ribrezzo che nella circostanza apparve delicatezza, trepidazione. Per la luce che cadeva obliqua dall'alta finestra, sul foglio color sabbia i caratteri presero rilievo: un grottesco drappello di formiche nere spiaccicato, secco. Sua eccellenza Abdallah Mohamed ben Olman si chinò su quei segni, il suo occhio abitualmente languido, stracco, annoiato era diventato vivo e acuto. Si rialzò un momento dopo, a frugarsi con la destra sotto la giamberga: tirò fuori una lente montata, oro e pietre verdi, a fingerla fiore o frutto su esile tralcio.
"Il Consiglio d' Egitto" Leonardo Sciascia (1921-1989)
Posted: Thu Apr 20, 2006 4:33 am
by bertrandimac
I bambini vennero presto per assistere all'impiccagione.
Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro.
Uno strato di neve fresca copriva il paese come una mano di colore e le loro orme furono le prime ad intaccarne la superficie immacolata. Passarono tra le casupole di legno camminando sul fango ghiacciato delle viuzze e raggiunsero la piazza del mercato dove attendeva la forca.
I bambini disprezzavano tutto ciò che gli adulti tenevano in considerazione. Spregiavano la bellezza e schernivano la bontà. Ridevano fragorosamente alla vista di uno storpio e se vedevano un animale sofferente lo uccidevano a sassate. Si vantavano delle loro ferite e ostentavano le ciccatrici con orgoglio e, riservavano il massimo rispetto alle mutilazioni: un ragazzetto privo di un dito poteva essere il loro re. Amavano la violenza; erano capaci di percorrrere miglia e miglia per vedere il sangue e, non mancavano mai a un'impiccagione.
[Ken Follett - I Pilastri della Terra]
Questo è il mio piccolo contributo...ciao
