Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d'albergo a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell'albergo. O pagavo o me ne andavo: cosi' diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce andandomene a letto.
Al mattino mi svegliai, decisi che avevo bisogno di un po' di esercizio fisico e cominciai subito. Feci parecchie flessioni, poi mi lavai i denti. Sentii in bocca il sapore del sangue, vidi che lo spazzolino era colorato di rosa, mi ricordai cosa diceva la pubblicita', e decisi di uscire a prendermi un caffe'.
Andai al solito ristorante, mi sedetti su uno sgabello davanti al bancone e ordinai un caffe'.
John Fante,
Chiedi alla polvere
Mi costò un'ustione (ero al mare e dimenticai di girarmi e 'grigliarmi' ambo i lati) : come staccare la mente da Arturo Bandini? Pieno di talento e di rabbia perchè nessuno sembra accorgersene; bello, povero, bugiardo, beffardo, spregiudicato, infantile, maledetto, insomma... uno di quelli che nessuna madre vorrebbe per le proprie figlie ma che tanto piacciono alle donne che amano rovinarsi la vita

. E in tanti ameranno questo ragazzaccio perchè, diciamo la verità, quanti vorrebbero poter essere come lui, 'sciupafemmene', capace di mandare all'aria tutto, di poter dire sempre quello che si pensa e percorrere strade illuminate dalla fioca luce dei propri sogni?
Le pagine vi scorreranno fra le dita e, come per pochi libri accade, non rimpiangerete le ore di sonno saltate senza accorgervene.