Posted: Fri Dec 15, 2006 12:59 am
L'arte di Amare - Erich Fromm
Il saggio di Fromm è noto perché l'autore mette in chiaro subito che il suo non vuole essere un manuale con "istruzioni per l'uso", ma una riflessione prima teorica, e poi, in qualche modo, pratica per spiegare come l'amore sia un'arte, e come tutte le arti ha bisogno di essere conosciuta prima ancora che praticata. Le sue, pertanto, sono una serie di indicazioni, per comprendere anzitutto la natura di questo "sentire", e le espone analizzando alxuni comportamenti dell'uomo sin dalla culla, riallacciandosi alla psicanalisi. Ed è chiaro che essendo un'arte ha particolari esigenze: disciplina, concentrazione, pazienza e il «supremo interesse» che è peculiare per la padronanza di ogni tipo di arte appunto.
L'amore, infatti, viene descritto come una sensazione attiva, e concepito come un «dare». Ma non si tratta del classico «cedere», come spesso si fraintende, o dell'«essere privati, sacrificare». La concezione del «dare» viene analizzata da Fromm come la più alta espressione di potenza poiché, appunto, in quest'azione si prova forza, ricchezza, potere. E parecchi sono gli esempi per spiegare questo momento.
Purtroppo però l'uomo moderno sembra essersi staccato da se stesso e dall'intero universo che lo attornia, apparendo così come un oggetto.
In questo modo la routine, ovvero l'abitudine del lavoro meccanico, burocratico che uccide la voglia di fare, di creare, nonché la «consumazione passiva dei suoni e delle immagini offerti dall'industria del divertimento» – leggiamo – rendono vittima l'uomo che diventa, così, passivo.
Fromm concentra il discorso sull'uomo: nella sua solitudine. Teme quasi che si ami per compensare se stessi e la solitudine che si autoproduce. Infatti a tal proposito afferma: «Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare». Il saggio, nel complesso, è un mix di piacevolezza che si legge tutto d'un fiato, ma soprattutto è un invito a vivere il cosiddetto "vero amore" che ognuno, a quanto pare, può far proprio.
Io l'ho dovuto leggere come compito per la scuola (tanto tanto tanto tempo fa....
) ma devo dire che è stata una piacevole sorpresa.... porta a fare tante riflessioni sugli altri e su se stessi....da leggere 
Il saggio di Fromm è noto perché l'autore mette in chiaro subito che il suo non vuole essere un manuale con "istruzioni per l'uso", ma una riflessione prima teorica, e poi, in qualche modo, pratica per spiegare come l'amore sia un'arte, e come tutte le arti ha bisogno di essere conosciuta prima ancora che praticata. Le sue, pertanto, sono una serie di indicazioni, per comprendere anzitutto la natura di questo "sentire", e le espone analizzando alxuni comportamenti dell'uomo sin dalla culla, riallacciandosi alla psicanalisi. Ed è chiaro che essendo un'arte ha particolari esigenze: disciplina, concentrazione, pazienza e il «supremo interesse» che è peculiare per la padronanza di ogni tipo di arte appunto.
L'amore, infatti, viene descritto come una sensazione attiva, e concepito come un «dare». Ma non si tratta del classico «cedere», come spesso si fraintende, o dell'«essere privati, sacrificare». La concezione del «dare» viene analizzata da Fromm come la più alta espressione di potenza poiché, appunto, in quest'azione si prova forza, ricchezza, potere. E parecchi sono gli esempi per spiegare questo momento.
Purtroppo però l'uomo moderno sembra essersi staccato da se stesso e dall'intero universo che lo attornia, apparendo così come un oggetto.
In questo modo la routine, ovvero l'abitudine del lavoro meccanico, burocratico che uccide la voglia di fare, di creare, nonché la «consumazione passiva dei suoni e delle immagini offerti dall'industria del divertimento» – leggiamo – rendono vittima l'uomo che diventa, così, passivo.
Fromm concentra il discorso sull'uomo: nella sua solitudine. Teme quasi che si ami per compensare se stessi e la solitudine che si autoproduce. Infatti a tal proposito afferma: «Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare». Il saggio, nel complesso, è un mix di piacevolezza che si legge tutto d'un fiato, ma soprattutto è un invito a vivere il cosiddetto "vero amore" che ognuno, a quanto pare, può far proprio.
Io l'ho dovuto leggere come compito per la scuola (tanto tanto tanto tempo fa....




