Posted: Thu Mar 25, 2010 2:44 am
"Che la festa cominci" - NIccolò Ammaniti
Lo ammetto, Ammaniti mi piace moltissimo, sarà perchè descrive realtà che dobbiamo aver frequentato parallelamente (siamo coetanei, figli di famiglie probablimente simili, ambienti frequentati simili, Roma Nord i quartieri borghesi di quell'area nella Roma degli anni '80, i miti e le leggende metropolitane come i riti satanici ai castelli, le creature di Villa Ada...), sarà perchè le vede con occhi simili ai miei.
Bene, Ammaniti prende queste realtà, anche quelle odierne, e le ingigantisce, le gonfia in un assurdo che per quanto tale, potrebbe essere paradossalmente reale, almeno in parte.
Il protagonista è un giovane scrittore di successo che viene invitato ad una festa folle, organizzata dal nuovo proprietario di Villa Ada a Roma, un imprenditore arraffatutto, degna copia ingigantita dei peggori elementi che si vedono in giro ultimamente. In questa festa, ospiti tutti i Vip del "bel mondo" ne succederanno di tutti i colori, in parallelo anche agli sgangherati tentativi di una sedicente micro-setta satanica col progetto di compiere "il" gesto che la eleverà a setta satanica "numero uno". Il finale ricorda l'Ammaniti amante di un modo di scrivere un po' "Pulp" dei suoi primi romanzi come "Branchie" e "Fango".
Non è il suo miglior libro, ma a parer mio merita la lettura. Se volete cominciare con Ammaniti, sicuramente "Io non ho paura" e "Ti prendo e ti porto via" sono i migliori.
Se avete lo stomaco forte, allora via con "Branchie", "Fango" e soprattutto "Come Dio comanda", un vero pugno nello stomaco, nella sua crudezza.
Lo ammetto, Ammaniti mi piace moltissimo, sarà perchè descrive realtà che dobbiamo aver frequentato parallelamente (siamo coetanei, figli di famiglie probablimente simili, ambienti frequentati simili, Roma Nord i quartieri borghesi di quell'area nella Roma degli anni '80, i miti e le leggende metropolitane come i riti satanici ai castelli, le creature di Villa Ada...), sarà perchè le vede con occhi simili ai miei.
Bene, Ammaniti prende queste realtà, anche quelle odierne, e le ingigantisce, le gonfia in un assurdo che per quanto tale, potrebbe essere paradossalmente reale, almeno in parte.
Il protagonista è un giovane scrittore di successo che viene invitato ad una festa folle, organizzata dal nuovo proprietario di Villa Ada a Roma, un imprenditore arraffatutto, degna copia ingigantita dei peggori elementi che si vedono in giro ultimamente. In questa festa, ospiti tutti i Vip del "bel mondo" ne succederanno di tutti i colori, in parallelo anche agli sgangherati tentativi di una sedicente micro-setta satanica col progetto di compiere "il" gesto che la eleverà a setta satanica "numero uno". Il finale ricorda l'Ammaniti amante di un modo di scrivere un po' "Pulp" dei suoi primi romanzi come "Branchie" e "Fango".
Non è il suo miglior libro, ma a parer mio merita la lettura. Se volete cominciare con Ammaniti, sicuramente "Io non ho paura" e "Ti prendo e ti porto via" sono i migliori.
Se avete lo stomaco forte, allora via con "Branchie", "Fango" e soprattutto "Come Dio comanda", un vero pugno nello stomaco, nella sua crudezza.