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Re: CONSIGLIAMO UN CD CON LA NOSTRA RECENSIONE PERSONALE

Posted: Mon Jan 16, 2006 7:48 am
by Mac 4 Life
Ismene wrote: Il CD è "Duke" - di George Duke.
Ultimo album (2005)
Anch'io adoro l'R&B e volevo sentire le anteprime. Ma, al Music Store non è ancora disponibile. :cry:

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Re: CONSIGLIAMO UN CD CON LA NOSTRA RECENSIONE PERSONALE

Posted: Mon Jan 16, 2006 7:57 am
by Ismene
Mac 4 Life wrote:
Ismene wrote: Il CD è "Duke" - di George Duke.
Ultimo album (2005)
Anch'io adoro l'R&B e volevo sentire le anteprime. Ma, al Music Store non è ancora disponibile.
E come no??? Guarda che c'è!!
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Posted: Mon Jan 16, 2006 8:01 am
by Mac 4 Life
:oops : Ora cerco meglio. :P

Posted: Mon Jan 16, 2006 8:05 am
by Mac 4 Life
Non riesco a trovarlo. Tutto quello che c'è al Music Store con la ricerca "George Duke" è nell'immagine che ho postato sopra. :? ??:

Posted: Mon Jan 16, 2006 8:13 am
by Ismene
Io trovo questo:
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:? ??:

Posted: Mon Jan 16, 2006 8:43 am
by Cate
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Inciso nel 1971 da Gil Scott-Heron, "pieces of a man" è forse il punto più alto della carriera di quest'artista. Funk e Soul perfettamente mischiati tra loro, un'anima sofferente, un cuore a nudo. Un disco straordinariamente intenso e caldo, le emozioni di un uomo racchiuse in pezzi come "I think I'll call it morning", le proteste rivoluzionarie di "revolution will not be televised" oppure pezzi più funkeggianti e trascinanti come "lady day and john coltrane", il dramma della droga e i dubbi che gli crea dentro.


quanto mi diverto a rcensire dischi :lol:

Posted: Mon Jan 16, 2006 9:15 am
by Ismene
Cate wrote: quanto mi diverto a rcensire dischi :lol:
Eh! Eh! Eh!

Posted: Mon Jan 16, 2006 10:17 am
by gnombyX
Ismene wrote:
gnombyX wrote:a dire il vero io ne ho gia fatte parecchie :roll:
Tutte quelle firmate Matteo su AttikMuisc sono opera mia.... per lo piu' scritte in 2 minuti.
Interessante... Ci daremo un'occhiata... Ma, adesso, non ne faresti anche qualcuna per noi? :wink: Magari ogni tanto ti facciamo arrivare qualche omaggio... quello che capita: provole, punti del supermercato, registrazioni di danielegenova che canta.... :smt050
appena ho un po' di tempo volentieri :D
provole e punti del supermercato sono bene accetti :lol: :lol: :roll:

Posted: Wed Jan 18, 2006 2:07 am
by Ismene
In attesa che altri si facciano avanti, stavolta voglio segnalare un disco "vecchio"..
Il primo album da solista di Steve Winwood, mitico cantante di "The Spencer Davis Group" (tutti conosciamo la trascinante "gimme some lovin'' scritta dallo stesso Steve..) e dei "Traffic".
L'album, dal titolo "Steve Winwood" è del 1977, contiene sei brani, la maggior parte dei quali firmati S. Winwood e Jim Capaldi, dalla sonorità inconfondibile, peraltro ancora molto simile a quella dei Traffic... La sua voce speciale ed unica canta tutti i brani con un'intensità che ancora - ad ogni ascolto - ci fa vibrare. E l'organo di Steve, il suo organo Hammond, ci riporta all'atmosfera della buona buona musica degli anni '70..
Un disco da avere.
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:smt039

... :-))

Posted: Wed Jan 18, 2006 12:37 pm
by sergiomac
..Ciao Isme :) ...bellissimo il tuo topic,( grazie ) per vari motivi ma credo che almeno per quello che mi riguarda mi costringe a grattare l'anima là dove sono riposti le sensazioni le emozioni e sopratutto gli angoli più remoti della mia emozionalità ,dove la grandezza della musica segna solchi indelebili. Forse avrai capito da qualche intervento da me fatto, il mio amore per il jazz , musica che adoro e prediligo di conseguenza la mia scelta cadrà senza meno su un disco di tal musica cercando di motivare tale scelta. E quì viene veramente il difficile perchè ci sono molti musicisti che amo, ma il mio disco è senza meno "The Koln Concert " di Keith Jarret.
Credo che il jazz sia la musica più profondamente libera e che dà le più ampie possibilità al musicista di esprimersi e di liberare la propria anima al difuori delle partizioni musicali ma rimanendone sempre legato, credo che da questo punto di vista Charlie Parker sia il più grande non a caso "Bird"; che dire di Coltrane e l'eleganza di Charlie Haden e la grandezza di Billy Higgins (e per fortuna al momento attuale anche molti jazzisti italiani hanno raggiunto un grado di sicura eccellenza ) Alcuni di questi ho avuto la fortuna di sentirli dal vivo, ancor più fortuna ho avuto nel conoscere Billy Higgins quando venne ad Orvieto per Umbriajazz Winter. Vorrei poi parlare di Pat Metheny lui l'ho visto più volte a Perugia ad Umbriajazz e a Roma , musicista straordinario per sensibilità ed eleganza delle sue note ," Travels" fantastico e molti altri dischi ancora. Ma io scelgo sicuramente e come ho detto "The Koln Concert" di Keith Jarret , perchè credo sia uno dei dischi più profondamente umani e più intimisti che ho mai sentito, ogni nota è una liberazione, ma anche un legame così viscerale con l'appartenenza al proprio essere da far venire i brividi...( E potrei scrivere all'infinito)..Ovviamente sono tutte mie opinioni ma credo fermamente che " The Koln Concert " di keith Jarret non dovrebbe mancare nella discoteca di nessuno.... :)
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