{"id":28327,"date":"2025-05-24T14:01:03","date_gmt":"2025-05-24T12:01:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac\/?p=28327"},"modified":"2025-05-24T14:01:03","modified_gmt":"2025-05-24T12:01:03","slug":"il-dopo-smartphone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/il-dopo-smartphone\/","title":{"rendered":"Il dopo-smartphone"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/tuttologia.com\/mac-blog\/immagini-sito\/Donna-invisibile-con-iPhone-invisibile-1024x683.jpg\" alt=\"Il dopo-smartphone. Come l\u2019IA sta disegnando i gadget del futuro\" class=\"wp-image-28328\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il dopo-smartphone<\/strong><br><em>Come l\u2019IA sta disegnando i gadget del futuro<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Quando nel 2035 scenderemo in strada senza pi\u00f9 l\u2019impulso di toccare lo schermo di un telefono, l\u2019idea di \u201cdispositivo\u201d sar\u00e0 diventata cos\u00ec discreta da confondersi con l\u2019aria che respiriamo. \u00c8 l\u2019immagine \u2013 a met\u00e0 fra cronaca e previsione \u2013 che aleggia oggi negli studi di ricerca e nei laboratori di design, dove la combinazione fra intelligenza artificiale e nuove interfacce sta riscrivendo la grammatica dell\u2019elettronica di consumo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFra dieci, quindici anni non avremo pi\u00f9 smartphone: parleremo a braccialetti intelligenti e vedremo i contenuti proiettati su lenti aumentate\u00bb, ha scommesso Yann LeCun, chief AI scientist di Meta, in una recente conversazione divulgata su LinkedIn. Lo schermo tascabile, dice LeCun, rester\u00e0 nel taschino come cervello-modem, ma la scena sar\u00e0 dominata da un paio di occhiali capaci di tradurre cartelli stradali al volo e di aggiungere layer digitali alla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mark Zuckerberg spinge la visione ancora pi\u00f9 avanti: \u00abFra dieci anni ti sveglierai e lascerai il telefono a casa; userai gli occhiali per la maggior parte delle cose\u00bb. Nella sua intervista a\u00a0<em>The Verge<\/em>\u00a0dedicata al prototipo Orion, il fondatore di Meta definisce lo smartphone \u00abun formato arrivato alla sua fase terminale di noia\u00bb e vede negli aggiornamenti over-the-air l\u2019arma segreta per rendere davvero smart i Ray-Ban Meta, oggi venduti come accessorio da passeggio, domani promossi a piattaforma primaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti, per\u00f2, brindano al funerale dell\u2019iPhone. Tim Cook, interrogato dagli analisti sui margini di innovazione rimasti al prodotto simbolo di Cupertino, ha risposto senza esitazioni: \u00abC\u2019\u00e8 ancora moltissimo da inventare\u00bb. E ha ribadito che lo smartphone continuer\u00e0 a evolversi in forme nuove \u2013 pieghevoli, sottilissime, forse arrotolabili \u2013 restando per ora il baricentro del business Apple&nbsp;&nbsp;. Non \u00e8 solo marketing: in un mercato che conta miliardi di utenze attive, abitudini e infrastrutture hanno inerzia superiore a qualsiasi prototipo.<\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 strada fra queste visioni opposte si muovono prodotti di transizione come l\u2019AI Pin di Humane: 55 grammi di alluminio da portare sul bavero, senza tastiera n\u00e9 display, controllati da voce e proiezioni laser. L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 \u00abliberarci dallo schermo del telefono\u00bb, ma la prima generazione, costosa e acerba, dimostra quanto sia difficile scardinare quindici anni di gesti multitouch. \u00c8 comunque un indizio del futuro: dispositivi-satellite, indossabili in punta di dita o appuntati al petto, che dialogano con modelli linguistici remoti e ci restituiscono risposte filtrate dall\u2019AI in forma vocale o olografica.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa idea di \u201ccomputer invisibile\u201d \u00e8 la stella polare di Sundar Pichai. \u00abIl prossimo grande passo sar\u00e0 far svanire il concetto stesso di device: il computer, qualunque sia il suo fattore di forma, funger\u00e0 da assistente intelligente che ti segue ovunque\u00bb, scriveva il CEO di Google gi\u00e0 nel suo \u201cFounders\u2019 Letter\u201d del 2016, anticipando l\u2019attuale slogan \u201cAI first\u201d e il concetto di ambient computing. Oggi, con Gemini alle spalle e gli agenti conversazionali in rampa di lancio, quell\u2019ambizione torna a essere centrale: pi\u00f9 che sostituire un apparecchio con un altro, Google punta a dissolverlo nell\u2019ambiente, orchestrando sensori distribuiti, comandi vocali contestuali e intelligenza situata.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, il polso continua a essere un terreno di conquista cruciale. Non \u00e8 solo una questione di notifiche: Apple lavora da oltre dieci anni alla misurazione non invasiva del glucosio \u2013 progetto ormai in fase di proof-of-concept grazie a chip fotonici e spettroscopia laser. Se la tecnologia arriver\u00e0 in un Apple Watch entro il decennio, potr\u00e0 cambiare la vita non solo ai diabetici ma a chiunque voglia tenere sotto controllo il metabolismo in tempo reale, aprendo la strada a dispositivi-clinica che monitorano idratazione, pressione, lattato e perfino \u00abstress digitale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un segnale viene gi\u00e0 dalle app di terze parti: Training Today, per esempio, traduce i micro-dati biometrici dell\u2019Apple Watch in un punteggio \u201creadiness to train\u201d che si aggiorna di continuo e suggerisce quando spingere sull\u2019allenamento e quando, invece, riposare. Non \u00e8 medicina, ma un assaggio di consulenza algoritmica personalizzata che potrebbe estendersi a dieta, sonno, lavoro mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla frontiera estrema, Elon Musk sperimenta l\u2019abolizione totale dell\u2019interfaccia: Neuralink, dopo il primo impianto umano, conta di dimostrare che un paziente pu\u00f2 \u00abcontrollare telefono e computer solo con il pensiero\u00bb. Il chip Telepathy promette di tramutare l\u2019intenzione neurale in comandi digitali, spalancando scenari che vanno dalla riabilitazione motoria alla telepresenza pura, ma anche sollevando dilemmi etici su sicurezza, privacy cognitiva e disuguaglianze di accesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra hype e prudenza si muovono i designer. Carsten Eriksen, fondatore dell\u2019agenzia danese Swift Creatives, osserva che Vision Pro \u00abha messo le fondamenta dello spatial computing\u00bb, ma ammette che il vero salto sar\u00e0 \u00abintegrare la tecnologia in occhiali sottili e socialmente accettabili\u00bb; la sfida, dice, \u00e8 rendere l\u2019AI meno intimidatoria e pi\u00f9 intuitiva nella vita quotidiana. \u00c8 una questione tanto tecnica quanto culturale: accetteremo di indossare sensori permanenti solo se il linguaggio del prodotto \u2013 forme, materiali, gestualit\u00e0 \u2013 sapr\u00e0 rassicurarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque anni da oggi vedranno quindi un paesaggio ibrido: smartphone sempre pi\u00f9 specialistici (fotografia computazionale, gaming in cloud, AI on-device) affiancati da occhiali leggeri per notifiche contestuali, pin-assistenti per micro-task, bracciali haptic per digitare senza tastiera. Dieci anni pi\u00f9 in l\u00e0, il telefono potrebbe ridursi al ruolo di nodo-batteria, mentre lo spazio fisico si popoler\u00e0 di proiezioni, audio spaziale e overlay informativi che appaiono solo quando servono. La transizione non sar\u00e0 lineare n\u00e9 priva di passi falsi, ma il trend \u00e8 chiaro: l\u2019intelligenza artificiale, diventando infrastruttura, spinge il dispositivo a farsi corpo diffuso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli utenti \u2013 e per i lettori di&nbsp;<em>Mac Peer<\/em>&nbsp;\u2013 la promessa \u00e8 quella di un computing meno invasivo, quasi \u201cconversazionale\u201d con il mondo reale. Il rischio, tuttavia, \u00e8 che l\u2019invisibilit\u00e0 diventi opacit\u00e0: pi\u00f9 i terminali scompaiono, pi\u00f9 il flusso di dati personali scorre dietro quinte che pochi possono ispezionare. L\u2019innovazione dei prossimi dieci anni, insomma, non sar\u00e0 soltanto hardware; passer\u00e0 per nuovi patti di fiducia fra consumatori, aziende e regolatori, e per un\u2019educazione digitale che insegni a dialogare con assistenti onnipresenti senza diventarne sudditi.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo, come ha ricordato Tim Cook nel bel mezzo di un\u2019era di rivoluzioni annunciate, \u00abc\u2019\u00e8 ancora molto da inventare\u00bb. Il che vale sia per chi costruisce i gadget sia per chi dovr\u00e0 immaginare le regole del loro utilizzo. Fra cinque e dieci anni vedremo se gli occhiali avranno davvero sostituito il rettangolo di vetro o se, pi\u00f9 semplicemente, avremo scoperto un nuovo modo di farli convivere \u2013 lasciando al vero protagonista, l\u2019AI, il compito di orchestrare il tutto con garbo invisibile.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dopo-smartphoneCome l\u2019IA sta disegnando i gadget del futuro Quando nel 2035 scenderemo in strada<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":28328,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,8],"tags":[188,990,998,1149],"class_list":["post-28327","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-digitale","category-mac-cultura-digitale-news","tag-apple","tag-ipad","tag-iphone","tag-mac"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28327\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}