{"id":28072,"date":"2025-05-14T20:00:00","date_gmt":"2025-05-14T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac\/?p=28072"},"modified":"2025-05-14T20:00:00","modified_gmt":"2025-05-14T18:00:00","slug":"dallanalogico-al-digitale-la-rivoluzione-del-montaggio-televisivo-1990-2000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/dallanalogico-al-digitale-la-rivoluzione-del-montaggio-televisivo-1990-2000\/","title":{"rendered":"Dall\u2019analogico al digitale: la rivoluzione del montaggio televisivo (1990\u20132000)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/tuttologia.com\/mac-blog\/immagini-sito\/Dall-analogico-al-digitale-la-rivoluzione-del-montaggio-televisivo-1024x683.jpg\" alt=\"Dall\u2019analogico al digitale: la rivoluzione del montaggio televisivo (1990\u20132000)\" class=\"wp-image-28075\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote has-black-color has-luminous-vivid-amber-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-713a730526778446d3280ef6fcc0bd82\"><blockquote><p>La decade 1990\u20132000 ha rappresentato per la televisione mondiale ci\u00f2 che il passaggio dal montaggio a pellicola al videotape era stato decenni prima: un\u00a0<strong>cambio di paradigma<\/strong>\u00a0irreversibile, che ha aperto nuove frontiere creative e produttive, portando il montaggio nell\u2019era del digitale.\u00a0<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il salto tecnologico negli anni \u201990<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Negli anni Novanta gli studi televisivi vissero un cambiamento epocale: il passaggio dal montaggio analogico lineare a quello digitale non lineare. Nel montaggio\u00a0<strong>analogico lineare<\/strong>\u00a0su nastro, le scene venivano assemblate in sequenza utilizzando videoregistratori: ogni taglio richiedeva di copiare le clip nell\u2019ordine voluto su un nastro master, con inevitabile perdita di qualit\u00e0 a ogni generazione. Il\u00a0<strong>montaggio digitale non lineare (NLE)<\/strong>, invece, consent\u00ec di riversare i filmati su un computer e riorganizzarli liberamente in qualunque ordine, senza degradazione dell\u2019immagine. Questa rivoluzione elimin\u00f2 i limiti del montaggio lineare tradizionale: per la prima volta il regista poteva accedere istantaneamente a qualunque scena, spostarla sulla timeline digitale, aggiungere transizioni ed effetti, e ottenere un master finale su nastro con una sola esportazione. I\u00a0<strong>vantaggi tecnici<\/strong>\u00a0furono enormi: niente pi\u00f9 copiature multiple (quindi qualit\u00e0 intatta), editing pi\u00f9 rapido e flessibile, possibilit\u00e0 di\u00a0<strong>sperimentare creativamente<\/strong>\u00a0con tagli e effetti video prima impensabili in tempi e costi della moviola analogica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista culturale, l\u2019introduzione dell\u2019editing digitale cambi\u00f2 radicalmente i flussi di lavoro in TV. Montatori e tecnici dovettero aggiornare le proprie competenze, passando dalle centraline RVM e dalle lame di giunzione ai mouse e tastiere. Inizialmente non mancarono\u00a0<strong>scetticismi<\/strong>: la qualit\u00e0 video compressa dei primi sistemi su hard disk lasciava perplessi alcuni \u201cpuristi\u201d abituati al broadcast analogico, creando qualche\u00a0<em>hold-out<\/em>\u00a0contrario al nuovo metodo. Molti altri, per\u00f2, abbracciarono subito i benefici di costo e velocit\u00e0 offerti dal montaggio non lineare. Nel giro di pochi anni, l\u2019NLE divenne sinonimo di efficienza produttiva: gi\u00e0 nel 1995 si contavano oltre cento film montati digitalmente (contro i soli tre di appena un anno prima), chiaro segnale di una\u00a0<strong>rivoluzione digitale<\/strong>\u00a0in atto. Analogamente, anche nell\u2019industria televisiva la\u00a0<strong>adozione fu rapidissima<\/strong>: entro la fine del decennio gran parte delle emittenti nel mondo aveva integrato sistemi di editing video computerizzato nelle proprie strutture.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Software e sistemi pionieristici del montaggio digitale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il decennio 1990\u20132000 vide nascere e diffondersi diversi sistemi di montaggio digitale, spesso su piattaforma&nbsp;<strong>Apple Macintosh<\/strong>&nbsp;che per potenza e architettura aperta fu centrale in questa transizione. Ecco alcuni protagonisti tecnologici di quegli anni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Avid Media Composer (1989)<\/strong>\u00a0\u2013 Presentato alla fine degli anni \u201980 per computer Apple, \u00e8 stato il primo sistema NLE ad avere ampia diffusione industriale. Pur con un costo iniziale elevato (decine di migliaia di dollari), rivoluzion\u00f2 il settore permettendo di acquisire le clip su hard disk, montarle in un ambiente grafico intuitivo e poi riversare il programma finito su nastro. Negli anni \u201990 divenne lo <strong>standard professionale<\/strong>\u00a0sia a Hollywood che nelle emittenti TV, valendogli anche riconoscimenti tecnici (un\u00a0<strong>Oscar scientifico nel 1994<\/strong>\u00a0e pi\u00f9 tardi un Emmy tecnologico) per l\u2019impatto sul montaggio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lightworks (1991)<\/strong>\u00a0\u2013 Sistema concorrente sviluppato in Gran Bretagna, introdotto nei primi anni \u201990 in alcune post-produzioni londinesi. Lightworks offriva anch\u2019esso editing non lineare di qualit\u00e0 broadcast e fu utilizzato in produzioni televisive e cinematografiche (tra cui, in seguito, film premi Oscar). La sua interfaccia imitava addirittura la moviola tradizionale, con una console di comando dedicata, facilitando la transizione per molti montatori.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Apple QuickTime e Adobe Premiere (1991)<\/strong>\u00a0\u2013 Apple contribu\u00ec alla rivoluzione non solo ospitando Avid sui propri Macintosh, ma anche con innovazioni software fondamentali. Nel 1991 l\u2019azienda introdusse\u00a0<strong>QuickTime<\/strong>, il framework che permetteva per la prima volta ai personal computer Macintosh di gestire video digitali a schermo. Su questa base nacque\u00a0<strong>Adobe Premiere<\/strong>, uno dei primi software di montaggio \u201cdesktop\u201d accessibili: introdotto inizialmente su Mac, offriva strumenti di editing non lineare a creativi indipendenti e piccole emittenti. Pur meno potente di Avid, Premiere dimostr\u00f2 che il\u00a0<strong>montaggio digitale poteva approdare su computer consumer<\/strong>, anticipando di fatto l\u2019era dell\u2019editing casalingo e a basso costo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Media 100 (1993)<\/strong>\u00a0\u2013 Un altro sistema pionieristico su Mac, costituito da hardware dedicato e software NLE. Media 100 rese il montaggio broadcast\u00a0<em>pi\u00f9 abbordabile<\/em>\u00a0per piccole emittenti e videomaker professionisti, offrendo qualit\u00e0 elevata (compressione moderata dell\u2019immagine) su comuni Macintosh Quadra e PowerMac. Molti studi medio-piccoli negli anni \u201990 adottarono soluzioni come Media 100 per realizzare spot pubblicitari, news locali e programmi a budget ridotto interamente in digitale.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Apple Final Cut Pro (1999)<\/strong>\u00a0\u2013 Verso la fine del decennio Apple entr\u00f2 direttamente in campo: nel 1999 lanci\u00f2\u00a0<strong>Final Cut Pro<\/strong>, destinato a diventare il principale concorrente di Avid\u00a0. Progettato per sfruttare i nuovi iMac e PowerMac G3\/G4 con porta FireWire, Final Cut puntava a democratizzare ulteriormente l\u2019editing professionale: costava una frazione di Avid e consentiva di montare in qualit\u00e0 broadcast anche usando videocamere digitali miniDV. Il debutto di Final Cut (subito adottato da alcuni montatori di film e serie TV indipendenti) sanc\u00ec l\u2019ingresso dell\u2019editing Mac in una nuova era e chiuse simbolicamente il decennio di transizione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questi strumenti \u2013 assieme a tecnologie complementari come schede di acquisizione video analogico\/digitale, drive SCSI veloci e i primi server di video \u2013 furono il motore del cambiamento. Grazie a loro, entro il 2000 il\u00a0<strong>montaggio su computer<\/strong>\u00a0era diventato prassi comune sia nei centri di produzione televisiva che nelle unit\u00e0 mobili e redazioni giornalistiche. Emittenti all\u2019avanguardia come BBC, CNN e molte TV nazionali adottarono sistemi NLE gi\u00e0 a met\u00e0 anni \u201990 per montare servizi e programmi con maggiore rapidit\u00e0. In Italia, le strutture delle TV maggiori iniziarono a sperimentare il digitale verso la fine del decennio: la RAI, ad esempio, pur vantando un\u2019ottima dotazione tecnologica, ammise di aver accumulato qualche ritardo organizzativo nel passaggio al digitale produttivo e dovette accelerare gli investimenti per colmare il gap a cavallo del 2000. Ma intanto, gi\u00e0 da met\u00e0 anni \u201990, c\u2019era chi nel nostro paese aveva precorso i tempi realizzando programmi interamente in digitale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il caso italiano: i pionieri \u201cFrame\u201d e \u201cFantasy\u201d (1994\u20131999)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre le grandi emittenti procedevano con cautela, in Italia furono due giovani autori indipendenti a mettere in pratica per primi la rivoluzione del montaggio digitale televisivo.\u00a0<strong>Gianni Cresci<\/strong>\u00a0(con il fratello Duccio) realizz\u00f2 a met\u00e0 anni \u201990 due trasmissioni divenute di culto tra gli appassionati:\u00a0<em>Frame \u2013 Estetiche del quotidiano<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fantasy \u2013 Nel cuore del fantastico<\/em>. Questi programmi, andati in onda sul circuito nazionale Odeon TV (e in seguito su Cinquestelle) tra il 1994 e il 1999, sono ricordati non solo per i contenuti innovativi, ma anche per il primato tecnologico: furono\u00a0<strong>tra i primissimi in Europa prodotti interamente con montaggio digitale non lineare su piattaforma Apple Macintosh<\/strong>. In altre parole, <em>Frame<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0nacquero e furono confezionati dentro un Mac anzich\u00e9 in una sala di montaggio tradizionale \u2013 una scelta coraggiosa e pionieristica per l\u2019epoca, soprattutto nel contesto televisivo italiano del tempo (era il\u00a0<strong>1994<\/strong>\u00a0per\u00a0<em>Frame<\/em>)\u00a0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Frame \u2013 Estetiche del quotidiano<\/em>\u00a0era un rotocalco dedicato alle sottoculture giovanili e all\u2019\u201cestetica della vita quotidiana\u201d. Fin dalla prima messa in onda nel 1994, colp\u00ec il pubblico per il\u00a0<strong>linguaggio visivo modernissimo<\/strong>: montaggio serrato, grafiche computerizzate, effetti video sperimentali e sovrimpressioni mai viste prima sulla TV italiana mainstream. Questa ricchezza di trovate visive fu resa possibile proprio dall\u2019uso del montaggio digitale: si montava ogni puntata su computer Macintosh utilizzando sistemi non lineari, potendo cos\u00ec stratificare immagini, inserire titoli animati, filtrare i colori e creare transizioni elaborate \u2013 operazioni che con i mezzi analogici di allora sarebbero state ardue o costose. Come spiega lo stesso autore, la cura grafica e la quantit\u00e0 di effetti elettronici inediti di\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0erano la diretta conseguenza di quella scelta produttiva \u201cmolto coraggiosa per quei tempi\u201d. In pratica le puntate di\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0venivano\u00a0<strong>interamente montate su Mac<\/strong>\u00a0e poi mandate in onda su Odeon TV, una vera novit\u00e0 assoluta nel 1994.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla scia di\u00a0<em>Frame<\/em>, Video Ricerca Indipendente lanci\u00f2 nel 1996\u00a0<em>Fantasy \u2013 Nel cuore del fantastico<\/em>, il <strong>primo programma italiano<\/strong> dedicato alla fantascienza, al fantasy e ai giochi di ruolo. Anche\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0adott\u00f2 lo stesso approccio produttivo innovativo: riprese su nastro video e post-produzione totalmente digitale su Mac. Ogni episodio \u2013 che proponeva servizi su film di fantascienza, fumetti, giochi e fenomeni \u201cgeek\u201d \u2013 veniva montato con sistemi non lineari e arricchito da effetti video e grafica computerizzata. Il risultato era una trasmissione dal taglio dinamico e moderno, in linea con i contenuti futuristici trattati. <em>Fantasy<\/em>\u00a0and\u00f2 in onda per quattro stagioni (1996\u201399), raccogliendo intorno a s\u00e9 una\u00a0<strong>community di appassionati<\/strong>\u00a0e fan club fin l\u00ec ignorati dalla TV generalista. Anche questo programma, come\u00a0<em>Frame<\/em>, rientra tra le\u00a0<strong>prime produzioni televisive europee realizzate interamente in digitale su Mac<\/strong>. I due titoli vengono infatti spesso citati insieme: la RAI stessa se ne accorse e dedic\u00f2 loro un servizio nel 1996 (all\u2019interno della rubrica \u201cTelesogni\u201d su Rai 3) riconoscendoli come esempi precoci di nuova televisione tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come vennero realizzati concretamente Frame e Fantasy?<\/strong>\u00a0In fase di ripresa, le troupe impiegarono telecamere broadcast dell\u2019epoca (formati Betacam SP o S-VHS semi-professionale), registrando quindi su nastro analogico; ma il passo successivo \u2013 il montaggio \u2013 abbandon\u00f2 totalmente le attrezzature lineari. I girati venivano\u00a0<strong>digitalizzati su un Apple Macintosh<\/strong>\u00a0dotato di software di NLE e adeguato hardware video, per poi essere montati a video con tagli e composizioni effettuati via software. Una volta completata l\u2019edizione sul Mac (comprensiva di titoli, sigle, contributi audio e effetti speciali), la puntata finita veniva riversata nuovamente su videocassetta master e consegnata all\u2019emittente per la messa in onda. In pratica,\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0non passarono mai per le vecchie \u201csalette di montaggio\u201d RVM: nacquero gi\u00e0 in forma digitale e poi furono convertiti solo alla fine su nastro per la distribuzione. Questo processo <strong>anticip\u00f2 di alcuni anni<\/strong> ci\u00f2 che sarebbe divenuto lo standard produttivo ovunque. All\u2019epoca, invece, era <strong>un unicum<\/strong>: mentre sulle reti RAI o Mediaset la stragrande maggioranza dei programmi di intrattenimento e informazione nel 1995 veniva ancora assemblata con metodi tradizionali, su Odeon TV andavano in onda due trasmissioni create con tecnologie da\u00a0<em>future<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperimento di\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0dimostr\u00f2 in Italia le potenzialit\u00e0 del montaggio digitale. Non a caso, gi\u00e0 nel 1997 i grandi quotidiani se ne occupavano:\u00a0<em>Il Giornale<\/em>\u00a0segnal\u00f2 come Odeon TV stesse dando spazio alla fantascienza grazie a\u00a0<em>Fantasy<\/em>, e il critico Aldo Grasso sul\u00a0<em>Corriere<\/em>\u00a0cit\u00f2\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0tra i programmi che avevano portato sul piccolo schermo la realt\u00e0 \u201cin presa diretta\u201d con uno stile inedito. Sul finire del decennio, con la transizione al digitale accelerata ovunque, Gianni Cresci fu tra i pionieri di Internet: nel 1999 aprirono i siti\u00a0<strong>Frame-TV.com<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Fanta-TV.com<\/strong>, tra le primissime web-TV italiane, tanto che nel 2002 la rivista\u00a0<em>Panorama<\/em>\u00a0li annover\u00f2 tra i dieci principali canali televisivi online del paese\u00a0\u2013 un altro primato legato a quelle esperienze visionarie nate negli anni \u201990.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Pionieri paralleli nel mondo: confronti internazionali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza di\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0si inserisce in un quadro di sperimentazioni internazionali che, negli stessi anni, stavano traghettando la TV nell\u2019era digitale. Negli Stati Uniti uno dei casi pi\u00f9 emblematici fu la serie\u00a0<strong>\u201cThe Young Indiana Jones Chronicles\u201d<\/strong>\u00a0(ABC, 1992\u201393) prodotta da George Lucas. Lucasfilm utilizz\u00f2 quella serie come banco di prova per le nuove tecnologie: fu tra i primi show televisivi montati interamente in digitale, grazie all\u2019uso dell\u2019<strong>EditDroid<\/strong>\u00a0(un sistema NLE prototipale sviluppato dalla Lucasfilm) e di Avid. Lo stesso Lucas dichiar\u00f2 di aver impiegato i suoi EditDroid nei primi anni \u201990 proprio su\u00a0<em>Young Indy<\/em>, anticipando di fatto Hollywood nel passaggio al digitale. L\u2019episodio pilota, montato digitalmente dal supervisore Edgar Burcksen, vinse un Emmy Award \u2013 segno che la qualit\u00e0 artistica del nuovo processo era ormai all\u2019altezza dei premi televisivi tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in&nbsp;<strong>Gran Bretagna<\/strong>&nbsp;si registrarono iniziative analoghe: la societ\u00e0 Lightworks, come visto, introdusse gi\u00e0 nel 1991 il suo sistema non lineare, e la BBC inizi\u00f2 a impiegarlo in alcune produzioni a met\u00e0 decennio. Programmi documentaristici e serie di alto profilo nel Regno Unito furono tra i primi in Europa a essere montati al computer. Ad esempio, alcuni episodi di popolari soap opera e serie drama britanniche passarono al digitale intorno al 1995, beneficiando di editing pi\u00f9 rapido e della possibilit\u00e0 di integrare effetti CGI e titoli elettronici con facilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, oltreoceano, praticamente&nbsp;<strong>tutte le principali produzioni televisive<\/strong>&nbsp;adottavano via via il montaggio non lineare. Gi\u00e0 dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990 molti network americani montavano i promo e i servizi giornalistici con Avid. Serie televisive di prima serata \u2013 dai polizieschi ai medical drama \u2013 cominciarono a essere post-prodotte digitalmente man mano che i costi calavano. Ad esempio, il celebre montatore Walter Murch dimostr\u00f2 la maturit\u00e0 del digitale nel cinema montando&nbsp;<em>Il paziente inglese<\/em>&nbsp;(1996) su Avid, vincendo l\u2019Oscar; parallelamente, negli stessi anni,&nbsp;<strong>serie TV come ER \u2013 Medici in prima linea<\/strong>&nbsp;iniziarono a sperimentare il passaggio all\u2019Avid per sfruttarne la velocit\u00e0 nel montare scene concitate d\u2019emergenza. Anche il genere dei&nbsp;<strong>talk show e variet\u00e0<\/strong>&nbsp;live benefic\u00f2 del digitale: sebbene la regia in diretta restasse lineare, gli inserti filmati, i contributi esterni e gli highlights venivano via via preparati su sistemi non lineari, garantendo messa in onda pi\u00f9 fluida. In&nbsp;<strong>Giappone<\/strong>&nbsp;e altrove, dove la tecnologia video era fortissima, emittenti come la NHK adottarono presto il montaggio computerizzato sia per l\u2019animazione che per i drama. Insomma, la seconda met\u00e0 degli anni \u201990 vide un&nbsp;<strong>fiorire globale di programmi pionieristici<\/strong>&nbsp;montati in digitale, ciascuno a suo modo apripista nel proprio mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Confrontando queste esperienze con il caso italiano, emerge un quadro chiaro:\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0furono in\u00a0<strong>anticipo sui tempi<\/strong>\u00a0nel loro contesto, cos\u00ec come\u00a0<em>Young Indy<\/em>\u00a0lo fu negli USA o le produzioni BBC lo furono in UK. Tutti questi pionieri condivisero le sfide tipiche del periodo di transizione: dover assemblare apparecchi costosi e poco convenzionali, formare personale non ancora abituato ai computer, e spesso giustificare ai produttori i rischi di un workflow sperimentale. Ma i risultati dettero loro ragione. Ovunque si registr\u00f2 infatti un\u00a0<strong>salto di qualit\u00e0 creativo<\/strong>: montaggi pi\u00f9 ricchi e ritmati, integrazione di effetti digitali, e maggiore libert\u00e0 narrativa. Nel caso di\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fantasy<\/em>, l\u2019uso del Macintosh permise di portare in TV un\u2019estetica ricercata e contenuti di nicchia con mezzi ancora immaturi ma gi\u00e0 efficaci. Allo stesso modo, Lucas con\u00a0<em>Young Indy<\/em>\u00a0riusc\u00ec a raccontare storie complesse su pi\u00f9 linee temporali sfruttando le possibilit\u00e0 di editing flessibile, e la BBC pot\u00e9 confezionare documentari e servizi con post-produzioni raffinate in minor tempo rispetto al passato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tra il 1990 e il 2000, il montaggio digitale \u00e8 passato da curiosit\u00e0 per pochi innovatori a&nbsp;<strong>nuovo standard dell\u2019industria televisiva<\/strong>. A livello globale, gli anni \u201990 hanno visto un rapido accantonamento delle vecchie isole di montaggio lineare a favore di suite digitali basate su computer, rivoluzionando il modo di produrre programmi TV. Questo passaggio \u00e8 stato sia&nbsp;<strong>tecnologico<\/strong>&nbsp;\u2013 con l\u2019avvento di software e hardware sempre pi\u00f9 potenti ed economici \u2013 sia&nbsp;<strong>culturale<\/strong>, cambiando mentalit\u00e0 e processi creativi nelle redazioni. Oggi diamo per scontato che qualunque trasmissione sia montata al computer, ma ci\u00f2 \u00e8 il frutto di quel cruciale decennio di sperimentazioni. Le storie di&nbsp;<em>Frame<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Fantasy<\/em>&nbsp;in Italia, cos\u00ec come quelle dei loro omologhi pionieri nel mondo, ci raccontano l\u2019entusiasmo e la&nbsp;<strong>visione innovativa<\/strong>&nbsp;di chi per primo ha creduto nel digitale, traghettando la televisione nell\u2019era moderna&nbsp;. Quell\u2019onda di innovazione degli anni \u201990 ha aperto la strada alla TV odierna: interamente digitalizzata, arricchita da effetti e grafiche in real-time, e pronta ad evolvere ancora nell\u2019epoca di Internet e dello streaming, ma con solide radici in quella rivoluzione silenziosa avvenuta nei laboratori di montaggio di fine Novecento.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-pale-cyan-blue-background-color has-background\">Per approfondire<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Piattaforme e software NLE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Avid\u202fMedia\u202fComposer \u2013 Wikipedia<\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Media_Composer\"> <\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Media_Composer\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Media_Composer<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lightworks \u2013 Wikipedia<\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Lightworks\"> <\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Lightworks\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Lightworks<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>EditDroid (Lucasfilm) \u2013 Wikipedia<\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/EditDroid\"> <\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/EditDroid\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/EditDroid<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Apple\u202fQuickTime (1991) \u2013 Cult\u202fof\u202fMac, \u201cToday in Apple history\u201d<\/strong><a href=\"https:\/\/www.cultofmac.com\/apple-history\/quicktime-player-release\">https:\/\/www.cultofmac.com\/apple-history\/quicktime-player-release<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Adobe\u202fPremiere\u202f1.0 (Mac) \u2013 WinWorldPC archive<\/strong><a href=\"https:\/\/winworldpc.com\/product\/adobe-premiere\"> <\/a><a href=\"https:\/\/winworldpc.com\/product\/adobe-premiere\">https:\/\/winworldpc.com\/product\/adobe-premiere<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Media\u202f100 \u2013 Wikipedia<\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Media_100\"> <\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Media_100\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Media_100<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Final\u202fCut\u202fPro \u2013 Wikipedia<\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Final_Cut_Pro\"> <\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Final_Cut_Pro\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Final_Cut_Pro<\/a><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Articoli di contesto internazionale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ol start=\"8\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>PremiumBeat, \u201cFun Facts and Dates in Digital Editing \u2018Firsts\u2019\u201d<\/strong><a href=\"https:\/\/www.premiumbeat.com\/blog\/fun-facts-and-dates-in-digital-editing-firsts\/\">https:\/\/www.premiumbeat.com\/blog\/fun-facts-and-dates-in-digital-editing-firsts\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Wired (gennaio\u202f1995), \u201cThe Avid\u00a0Eater\u201d \u2013 recensione di Media\u202f100<\/strong><a href=\"https:\/\/www.wired.com\/1995\/01\/the-avid-eater\">https:\/\/www.wired.com\/1995\/01\/the-avid-eater<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lightworks Official Blog, \u201cRevolutionising the Small Screen\u201d<\/strong><a href=\"https:\/\/lwks.com\/blog\/revolutionising-the-small-screen-a-journey-through-televisions-editing-innovations\">https:\/\/lwks.com\/blog\/revolutionising-the-small-screen-a-journey-through-televisions-editing-innovations<\/a><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il caso italiano <\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ol start=\"11\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Frame\u202f\u2013\u202fEstetiche\u202fdel\u202fquotidiano \u2013 sito ufficiale (rassegna stampa)<\/strong><a href=\"https:\/\/www.frame-tv.com\/rassegna.html\"> <\/a><a href=\"https:\/\/www.frame-tv.com\/rassegna.html\">https:\/\/www.frame-tv.com\/rassegna.html<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Fantasy\u202f\u2013\u202fNel\u202fCuore\u202fdel\u202fFantastico \u2013 sito ufficiale<\/strong><a href=\"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/\"> <\/a><a href=\"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/\">https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>YouTube \u2013 \u201cTelesogni\u201d (Rai\u00a03, 30\u202fdic\u202f1996) servizio su Frame e Fantasy<\/strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_WnBx-NxJiA\"> <\/a><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_WnBx-NxJiA\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_WnBx-NxJiA<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Fanta\u2011TV.com \u2013 pagina \u201cTelesogni Rai\u00a03\u201d (articolo + link video)<\/strong><a href=\"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/telesogni-rai-3-30-dicembre-1996-frame-e-fantasy-odeon-tv-emanuele-vietina\/\"> <\/a><a href=\"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/telesogni-rai-3-30-dicembre-1996-frame-e-fantasy-odeon-tv-emanuele-vietina\/\">https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/telesogni-rai-3-30-dicembre-1996-frame-e-fantasy-odeon-tv-emanuele-vietina\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Gianni\u202fCresci \u2013 biografia (sintesi attivit\u00e0 TV e web)<\/strong><a href=\"https:\/\/www.giannicresci.com\/gianni-cresci\/\"> <\/a><a href=\"https:\/\/www.giannicresci.com\/gianni-cresci\/\">https:\/\/www.giannicresci.com\/gianni-cresci\/<\/a><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Approfondimenti storici \/ accademici<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ol start=\"16\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Non\u2011linear\u202fediting \u2013 Wikipedia (voce generale)<\/strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Non-linear_editing\"> <\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Non-linear_editing\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Non-linear_editing<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>ADAPT TV\u202fHistory, \u201cLife as a television film editor\u201d<\/strong><a href=\"https:\/\/www.adapttvhistory.org.uk\/assets\/stories\/television-editor\/tveditor.html\">https:\/\/www.adapttvhistory.org.uk\/assets\/stories\/television-editor\/tveditor.html<\/a><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decade 1990\u20132000 ha rappresentato per la televisione mondiale ci\u00f2 che il passaggio dal 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