{"id":27385,"date":"2025-05-02T21:30:00","date_gmt":"2025-05-02T19:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac\/?p=27385"},"modified":"2025-05-02T21:30:00","modified_gmt":"2025-05-02T19:30:00","slug":"lesperimento-della-stanza-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/lesperimento-della-stanza-cinese\/","title":{"rendered":"L\u2019esperimento della stanza cinese"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"990\" height=\"990\" src=\"https:\/\/tuttologia.com\/mac-blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/La-stanza-Cinese-Searle-Mac-Peer.jpg\" alt=\"L\u2019esperimento della stanza cinese\" class=\"wp-image-27386\" srcset=\"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/La-stanza-Cinese-Searle-Mac-Peer.jpg 990w, https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/La-stanza-Cinese-Searle-Mac-Peer-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/La-stanza-Cinese-Searle-Mac-Peer-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/La-stanza-Cinese-Searle-Mac-Peer-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 990px) 100vw, 990px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019esperimento della stanza cinese, proposto da <strong>John Searle<\/strong> nel 1980, \u00e8 un argomento filosofico pensato per mettere in discussione una delle affermazioni centrali della cosiddetta Intelligenza Artificiale \u201cforte\u201d: l\u2019idea cio\u00e8 che un computer, se programmato in modo appropriato, non solo possa\u00a0<em>simulare<\/em>\u00a0il pensiero umano, ma sia davvero in grado di\u00a0<em>pensare<\/em>,\u00a0<em>capire<\/em>,\u00a0<em>avere stati mentali<\/em>\u00a0come un essere umano. Per Searle, questa convinzione \u00e8 <strong>profondamente sbagliata<\/strong>, e l\u2019esperimento mentale serve proprio a mostrarne i limiti, in modo intuitivo ma rigoroso.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo, allora, che una persona si trovi chiusa dentro una stanza. Questa persona non conosce affatto il cinese. Non lo parla, non lo comprende, non sa nemmeno distinguere i caratteri. All\u2019interno della stanza, per\u00f2, ci sono alcune cose: un manuale dettagliato, scritto in inglese, che contiene una serie di regole molto precise su come manipolare simboli cinesi; un insieme di caratteri cinesi in ingresso, che vengono fatti passare nella stanza attraverso una fessura nella porta; e infine fogli bianchi e penne, per scrivere risposte da far uscire all\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>La persona nella stanza riceve, quindi, dei simboli cinesi (che non comprende) e, servendosi delle istruzioni del manuale, trova la risposta appropriata, anch\u2019essa in cinese, da restituire. \u00c8 importante notare che questa persona non fa altro che seguire le istruzioni in modo meccanico: confronta simboli, li ordina, li riscrive, li riassembla, senza alcuna comprensione del loro significato. <strong>\u00c8 come un burocrate che lavora alla cieca<\/strong>, manipolando documenti in una lingua sconosciuta solo perch\u00e9 le istruzioni gli dicono quali fogli combinare in risposta ad altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, immaginiamo che all\u2019esterno della stanza ci sia qualcuno che conosce il cinese e riceve le risposte. A questa persona, le risposte sembrano assolutamente corrette: pertinenti, ben formulate, come se chi \u00e8 dentro la stanza parlasse cinese fluentemente. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che dentro la stanza nessuno capisce ci\u00f2 che viene detto. Non c\u2019\u00e8 comprensione, non c\u2019\u00e8 coscienza, <strong>non c\u2019\u00e8 intenzionalit\u00e0<\/strong>. Solo la manipolazione di simboli secondo regole prestabilite.<\/p>\n\n\n\n<p>Searle sostiene che questa situazione rappresenta perfettamente il modo in cui funzionano i computer. I computer, come la persona nella stanza, manipolano simboli secondo regole formali, <strong>ma non comprendono nulla di ci\u00f2 che fanno<\/strong>. Non hanno accesso al significato. Operano\u00a0<em><strong>sintatticamente<\/strong><\/em>, cio\u00e8 a livello di forma, ma non\u00a0<em><strong>semanticamente<\/strong><\/em>, cio\u00e8 a livello di contenuto. Di conseguenza, anche se un programma informatico riesce a fornire risposte apparentemente intelligenti, non significa che capisca davvero ci\u00f2 che sta dicendo. L\u2019apparenza di intelligenza non equivale alla presenza di una mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro di questa riflessione c\u2019\u00e8 <strong>il concetto filosofico di \u201cintenzionalit\u00e0\u201d<\/strong>, che per Searle \u00e8 ci\u00f2 che caratterizza gli <strong>stati mentali<\/strong>: il fatto, cio\u00e8, che essi siano sempre \u201cdiretti a\u201d qualcosa \u2014 che una credenza riguardi qualcosa, che un desiderio sia rivolto verso un fine, che un pensiero abbia un contenuto. Secondo Searle, questa dimensione intenzionale \u00e8 totalmente assente nei sistemi artificiali, per quanto sofisticati possano essere. Nessun programma per quanto complesso, nessuna architettura computazionale, pu\u00f2 generare da sola la comprensione autentica, perch\u00e9 essa non nasce dalla sola manipolazione simbolica, ma da <strong>una mente incarnata<\/strong>, consapevole, situata nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, l\u2019esperimento ha sollevato molte <strong>obiezioni<\/strong>. Una delle pi\u00f9 famose \u00e8 quella che afferma che non sia la persona nella stanza a capire, ma l\u2019intero sistema \u2014 persona, manuale, regole e materiali. Searle risponde che anche se la persona imparasse a memoria tutto il manuale e fosse in grado di eseguire le regole senza consultarlo, continuerebbe comunque a non capire il cinese. In altre parole, <strong>l\u2019intero sistema resta privo di comprensione<\/strong>, proprio perch\u00e9 manipola simboli senza sapere cosa rappresentano.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, l\u2019esperimento della stanza cinese mira a dimostrare che <strong>simulare<\/strong> un comportamento intelligente non equivale a <strong>essere<\/strong> intelligenti. L\u2019apparenza non \u00e8 sostanza. L\u2019intelligenza autentica non consiste solo nella capacit\u00e0 di produrre risposte coerenti, ma nella<strong> presenza di stati mentali consapevoli e intenzionali<\/strong>, che secondo Searle non possono emergere da un semplice programma. Con questo argomento, egli si pone in netta opposizione a coloro che ritengono che basti una macchina abbastanza sofisticata per ottenere la comprensione vera. Per Searle, le macchine non pensano: simulano soltanto. E, come la persona nella stanza, non sanno davvero cosa stanno dicendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esperimento della stanza cinese, proposto da John Searle nel 1980, \u00e8 un argomento filosofico pensato<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27386,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[1072],"class_list":["post-27385","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-digitale","tag-john-searle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27385\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tuttologia.com\/mac-blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}